20 Giugno 2019

Telefoni, business numeri Incubo chiamate continue

call center straneri e marketing assillante. cosa fare
UNA vera giungla, dalla quale è quasi impossibile uscirne indenni. Contratti con firme falsificate, strappati con l’ inganno per telefono, intestati a defunti. Bollette che finiscono a indirizzi inesistenti, con gli utenti ignari di aver mai cambiato fornitore di gas o luce. Ne capitano di tutte, in questo mondo senza regole, che dal primo luglio 2020 dovrebbe essere completamente liberalizzato. Anche gli utenti che sono ora sul mercato tutelato, dove le tariffe le fa l’ Autorità, si troveranno loro malgrado catapultati nel mercato libero, che rischia di diventare, se già non lo è, quello dove ognuno fa quel che vuole. Lo sanno bene i volontari delle associazioni dei consumatori, che ogni giorno accolgono persone disperate, che si mettono a piangere o a gridare, perché non sanno più dove sbattere la testa per risolvere il loro problema sulla bolletta. «I CALL center ti trovano sempre, quando ti offrono, a parole, nuove tariffe strepitose, ma vai a trovare qualcuno quando hai in mano una bolletta della luce e del gas proveniente da un fornitore con cui sei sicuro di non aver mai stipulato un contratto», dice Massimo Daniele, di Adoc Toscana. I casi sono tanti e all’ ordine del giorno. C’ è chi, per fare contratti, usa tutti i mezzi arrivando a falsificare la firma e prendendo di mira soprattutto gli anziani, i più indifesi». E sono così aggressivi che è difficile liberarsene. C’ è chi chiama di continuo, proponendo aggiornamenti tariffari, chi suona il campanello dicendo di essere un incaricato di un’ azienda nota e invece propone il contratto con un’ altra sconosciuta. Oppure c’ è chi chiede codice fiscale e codice Pod «per il nuovo contatore», mentre in realtà acquisisce in questo modo i dati che servono per preparare il contratto con un nuovo fornitore. Perché poi non importa firmare il contratto per ritrovarsi a pagare la luce o il gas a un’ azienda diversa da quella che si aveva. E’ accaduto ad esempio ad una signora che si è rivolta allo sportello di Firenze del Codacons. Non si sa come, un fornitore aveva stipulato il contratto del gas con il marito deceduto due anni prima della firma. La signora si è rivolta prima ai carabinieri, sporgendo denuncia, e poi tramite il Codacons ha fatto ricorso al giudice, che le ha dato ragione riconoscendole un risarcimento di 1.800 euro. Ma come difendersi da queste situazioni? Intanto, se qualcuno suona a casa presentandosi, senza appuntamento, come un incaricato di Publiacqua, o Enel o Eni o di qualsiasi altra azienda, soprattutto se conosciuta, mai aprire la porta, mai fare entrare in casa la persona, anche se ha un cartellino di riconoscimento e inizia a parlare di contatori da cambiare o di tariffe da aggiornare. Poi, mai sottoscrivere contratti per telefono, tramite registrazione. E’ bene farseli inviare per email o a domicilio e diffidare da chi vuole chiudere il contratto subito. Prendersi tutto il tempo per leggere, chiedere un parere ad un parente, ad un’ associazione dei consumatori, ad un professionista, comparare altre offerte. E se proprio non si è riusciti a dire no ad un incaricato, ricordarsi che esiste il diritto di recesso entro 14 giorni dalla telefonata o dalla firma del contratto. Monica Pieraccini.

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