Sanremo, nuovi dubbi È bufera sul televoto
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fonte:
- Avvenire
Adesso che Avvenire ha svelato l’andamento del televoto, su Sanremo si è scatenata una nuova bufera. «Il voto del Festival è truccato» ha sparato Enzo Iacchetti su Radio2, nel programma
Un giorno da pecora. «È stata un’operazione fantastica verso un popolo idiota. Parlo di quelli che credono davvero che i call-center non siano truccati. Parlo di quelli che credono che gli orchestrali si siano ribellati sul serio. Gli orchestrali sono dei buffoni che ridevano ». Rincara la dose Enzo Mazza, presidente della Fimi, la federazione delle industrie musicali. «Come dissi già un anno fa anche a Striscia la notizia, è da tempo non sospetto che sono contro il televoto. E vorrei fosse sospeso da tutte le manifestazioni, Sanremo in primis. Una gara non può avere ombre sulle votazioni. Sono anni, invece, che ad ogni fine festival c’è qualcosa che non quadra nel televoto». E mentre in Rai è partita la caccia alla «talpa» che ci avrebbe passato i tabulati con i dati del televoto (signori, siete totalmente fuori strada), il Codacons sta pensando se fare un esposto sull’intera vicenda, richiamando in campo anche quest’anno la Guardia di Finanza. Se lo farà, Pupo e il Principe si costituiranno parte civile.
Per chiarire l’intera vicenda, ci vorrebbero i voti dell’orchestra. Quelli che hanno portato in finale (sabato sera, nella prima parte della gara, pesavano a metà col televoto) Scanu, Pupo ed E- manuele Filiberto e Mengoni, prima che tutto fosse in mano solo al pubblico da casa. Nel cda dell’Orchestra siedono anche un giornalista musicale e un importante ufficio stampa, ma hanno avuto l’ordine di tacere. L’Orchestra, ha ricordato il direttore Marco Sabiu, ha votato compatta per Malika Ayane e per Cristicchi. Ma non è vero. Se davvero fosse andata così, Pupo, il principino e Canonici non sarebbero arrivati nei primi tre. Segno che anche nei coraggiosi orchestrali si nascondono dei fan del trio.
Ieri sera, Pupo e il principino erano da Vespa per una puntata speciale sul «caso Sanremo». Anche Santoro si occuperà della vicenda domani ad Annozero . Entrambi hanno intuito che questa storia farà alzare l’audience dei loro programmi e solleticherà i palati del loro pubblico.
Durante la puntata di Vespa, il direttore di Raiuno Mazza ha criticato Avvenire:
«I dati che ha pubblicato sono esatti ma con una piccola imprecisione. Nell’articolo dell’Avvenire non è chiaro infatti che all’inizio della finalissima i voti si sono azzerati».
Se solo il direttore di Raiuno avesse letto per intero il nostro articolo, si sarebbe accorto che alla ventottesima riga della seconda colonna, scrivevamo: «Come da regolamento le tre canzoni più votate accedono ad una nuova votazione solo del pubblico». Quindi con nuovi voti.
Alla fine di quest’ennesima sceneggiata, resta una domanda: non sarebbe stato tutto più semplice e trasparente, se la Rai avesse reso pubblici tutti i voti, quelli del pubblico e quelli dell’orchestra? Certo. Ma sapete perché non l’ha fatto? Perché gli artisti e i discografici che ora invocano la trasparenza, quando i giornali raccontano che sono magari finiti ultimi si arrabbiano a non finire. Dimenticandosi di colpo la loro voglia di verità. L’importante è che da Vespa il direttore Mazza abbia fatto trapelare che il prossimo anno a condurre Sanremo potrebbe essere Carlo Conti. Ora sì che tutte le coscienze possono dormire tranquille.
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