ROMA, TELEMARKETING: CODACONS CONVOCATO OGGI IN PROCURA
SU FENOMENO “TELEFONATE MUTE” CHIESTO DI ESTENDERE INDAGINI A GESTORI TLC PER CONCORSO IN MOLESTIE AGGRAVATE
In tema di telemarketing aggressivo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, è stato ascoltato oggi dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’indagine avviata dalla Pm Silvia Santucci sul fenomeno delle “telefonate mute”.
Era stato proprio un esposto dell’associazione a spingere la Procura capitolina ad aprire una inchiesta su una prassi scorretta che da tempo coinvolge milioni di italiani: molti call center che operano nel settore del telemarketing, per ottimizzare i tempi e incrementare il numero di utenti contattati, utilizzano software che programmano più telefonate di quante gli operatori fisici riescano a gestirne. In tal modo le chiamate partono in modo automatico, gli utenti rispondono ma i dipendenti dei call center sono impegnati in altre conversazioni, e le telefonate rimangono quindi “mute”.
Un fenomeno che per il Codacons configura il reato di molestie a danno dei cittadini.
“Crediamo che i gestori telefonici abbiano una precisa responsabilità, in quanto non forniscono ai propri clienti strumenti, anche automatici, per difendersi dalle telefonate moleste, e non riescono a bloccare le chiamate che partono da sistemi automatizzati – ha affermato oggi Rienzi in Procura – Per questo riteniamo che le indagini debbano essere estese anche alle società che gestiscono le utenze dei cittadini, per il possibile concorso nel reato di molestie aggravate”.
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