17 Gennaio 2022

Le nuove regole per bloccare le chiamate dei call center su cellulare

Sta per cambiare il regolamento del Registro pubblico delle opposizioni, il servizio gratuito a cui ci si può iscrivere per non ricevere più telefonate pubblicitarie: la principale novità è che a breve al servizio si potranno iscrivere anche i numeri dei telefoni cellulari. Finora il servizio era infatti a disposizione dei numeri fissi, e in particolare di quelli registrati negli elenchi telefonici pubblici. Con il nuovo regolamento l’utente potrà invece iscrivere qualsiasi numero di telefono, sia fisso sia mobile.
Dopo un iter durato anni e molto accidentato, all’entrata in vigore del nuovo regolamento – che è stato approvato a fine 2021 nel cosiddetto decreto Capienze – manca soltanto un decreto della Presidenza del consiglio che recepisca le nuove regole. «I tempi saranno brevi», ha detto al Corriere della Sera Simone Baldelli, presidente della Commissione parlamentare sulla tutela dei consumatori: si parla di fine gennaio o inizio febbraio.
«La modifica era attesa da tempo», dice l’avvocato Gianluca Di Ascenzo, dell’organo di presidenza del Codacons, l’associazione di tutela dei consumatori, «perché finora il Registro delle opposizioni è stato un fallimento: è censito un milione e mezzo di numeri telefonici quando in Italia ci sono circa 80 milioni di utenze».
Il Registro pubblico delle opposizioni fu istituito con un decreto della Presidenza della Repubblica (DPR) nel 2010 e aggiornato poi nel 2018. Nel DPR era scritto che il Registro «è un servizio gratuito per l’utente che permette di opporsi all’utilizzo per finalità pubblicitarie dei numeri di telefono di cui si è intestatari e dei corrispondenti indirizzi postali associati, presenti negli elenchi pubblici, da parte degli operatori che svolgono attività di marketing tramite il telefono e/o la posta cartacea».
Incredibilmente, però, per molti anni l’elenco non è stato aperto all’iscrizione dei numeri di telefonia mobile. Anche quando, nel 2018, fu deciso di cambiare il regolamento, sono intervenuti numerosi intoppi burocratici che hanno ritardato l’iter. Nel compilare il nuovo regolamento il precedente governo aveva dimenticato per esempio la possibilità di bloccare la telefonate cosiddette robo-call, cioè quelle automatiche, le telefonate pubblicitarie registrate. Ora questo problema è stato superato.
L’iscrizione al Registro permetterà automaticamente l’annullamento di tutti i consensi pregressi rilasciati per finalità di marketing e stabilirà anche il divieto di cessione a terzi dei dati personali. Attualmente, i call center possono chiamare qualsiasi numero se hanno ottenuto il consenso da parte dell’utente. E ottenere il consenso è semplicissimo visto che la richiesta è contenuta in molti dei moduli che bisogna compilare per l’accesso a vari servizi, dall’iscrizione in palestra all’attivazione di una carta punti di un supermercato. L’iscrizione al Registro secondo le nuove regole cancellerà, appunto, tutti i consensi pregressi. Sarà anche possibile iscrivere il numero più volte per eliminare autorizzazioni date inavvertitamente anche dopo l’iscrizione al Registro.
Resteranno possibili solo le telefonate da parte di quelle aziende con cui si ha un contratto attivo o con cui lo si aveva fino a 30 giorni prima di iscriversi al Registro: per esempio, continueremo a ricevere telefonate dal nostro operatore telefonico anche dopo aver dato l’eventuale disdetta, però solo entro 30 giorni.
«Si metterà un limite, o almeno è auspicabile, al marketing telefonico selvaggio», dice Gianluca Di Ascenzo. «Succede spesso che le aziende diano l’incarico a una società di call center che, a sua volta, dà la commissione in subappalto. Si perde così il controllo della filiera: le telefonate arrivano da call center i cui numeri non sono iscritti al Roc, il Registro degli operatori delle comunicazioni, cosa che è assolutamente vietata». I numeri da cui riceviamo proposte di marketing dovrebbero sempre essere richiamabili, cioè immediatamente identificabili. Spesso però non è così.
Inizialmente ad avvalersi delle pubblicità telefoniche erano soprattutto soprattutto operatori di energia e gas. Ora invece il mercato si è allargato a qualsiasi tipo di offerta.
E accanto alle aziende serie che danno lavoro con regolari contratti c’è un universo di cui, ha detto recentemente il segretario nazionale della Slc Cgil (Sindacato lavoratori della comunicazione), Riccardo Saccone, «è difficile capire la dimensione anche se di sicuro non è piccola». Sono strutture che magari vivono per il solo tempo di una commissione da parte di una società più grande e sfruttano lavoratori senza contratto regolare. Il nuovo regolamento dovrebbe porre un freno a questo mercato irregolare. Ha detto ancora Simone Baldelli: «Le sanzioni saranno molto dure».
Le società che violeranno il diritto di opposizione potranno arrivare a pagare multe fino a 20 milioni di euro.
Al Registro delle opposizioni ci si può iscrivere chiamando il numero verde 800 265 265, oppure inviando una raccomandata o una mail. Ma, come è scritto nel sito del Registro, il nuovo servizio sarà operativo solo dopo l’emanazione del decreto attuativo.

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