L’Antitrust interviene: stop al televoto “truccato”
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fonte:
- Avvenire
S top al televoto. Almeno a quello che potrebbe essere «truccato». L’Antitrust ha scritto a Mediaset e Rai, affinché escludano le utenze business (e fra queste i call center) dal meccanismo del televoto. Tutto ciò, al termine delle verifiche effettuate dopo avere ricevuto numerose segnalazioni di consumatori, relative al Festival di Sanremo e al Grande Fratello . Le due società hanno 20 giorni di tempo per prendere provvedimenti.
Non per vantarci, però che qualcosa non quadrasse nel meccanismo che ormai domina la nostra tv (spillando milioni di euro dalle tasche degli italiani che vanno in parte alle compagnie telefoniche e per il 30% alle emittenti) l’avevamo già anticipato in tempi non sospetti. Il 23 febbraio scorso, a pag 29 (vedi a lato) Avvenire aveva pubblicato in esclusiva i tabulati segreti dei voti da telefoni fissi e cellulari inviati dagli spettatori del Festival appena concluso. Lì si notava che alle 23.12 della notte della finalissima Emanuele Filiberto, Pupo e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival con 212.482 voti. Poi, nei 53 minuti del rush finale, un flusso anomalo di telefonate: il trio ha avuto solo 1384 voti in più mentre Valerio Scanu ne ha raccolti altri 97.517 vincendo Sanremo. «Ci aspettiamo che le due società si adeguino alle nostre indicazioni – dichiara il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà – perché altrimenti saremmo costretti ad aprire due procedure sanzionatorie. Il meccanismo del televoto deve essere trasparente: il voto degli spettatori che seguono una trasmissione invogliati anche dall’idea di potere contare nella scelta di un candidato non può essere falsato, nemmeno potenzialmente, dai voti che arrivano dai call center». Secondo quanto ricostruito dall’Autorità «l’attuale meccanismo rende infatti possibile, da parte di operatori specializzati del settore, l’effettuazione di un numero molto rilevante di telefonate, per esprimere preferenze già predeterminate su specifiche scelte. Queste preferenze, quindi, potrebbero non essere una manifestazione delle simpatie del pubblico dei telespettatori ma espressione di accordi di acquisto di interi pacchetti di televoto. L’intero meccanismo di voto potrebbe essere alterato». Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, approva l’Antitrust, ma sostiene che «la disciplina aziendale in materia è rigorosa e puntuale ». Plauso all’iniziativa arriva dai discografici della Fimi e dai consumatori di Audiocoop, Federconsumatori, Adusbef e Codacons anche se questo sostiene che «è praticamente impossibile bloccare l’attività dei call center sul televoto».
L’autorità ascolta i consumatori su Sanremo e «Gf» e impone a Rai e Mediaset di escludere i call center dal sistema
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