17 Settembre 2010

L’Antitrust chiede a Rai e Mediaset di escludere i call center dal televoto.

Roma. L’Antitrust chiede a Rai e Mediaset di escludere i call center dal televoto. Entro 20 giorni Viale Mazzini e Mediaset dovranno comunicare le misure adottate: «Ci aspettiamo che si adeguino alle indicazioni», spiega il presidente Antonio Catricalà, «altrimenti saremo costretti a sanzionarle. Il meccanismo del televoto deve essere trasparente: il voto degli spettatori che seguono una trasmissione invogliati anche dall’idea di potere contare nella scelta di un candidato non può essere falsato dai voti che arrivano dai call center». Per l’Autorità, a cui sono giunte denuncie riguardanti Sanremo e il «Grande fratello», il meccanismo rende possibile a operatori specializzati del settore di effettuare un numero rilevante di telefonate, espressione non del gusto del pubblico, ma di investimenti costosi. Un inganno per i consumatori, da recidere escludendo le utenze business dal televoto. Il Codacons teme che sia impossibile, come spiega il presidente Carlo Rienzi: «I call center sono in possesso di migliaia di utenze telefoniche sparse in tutta l’Italia e possono facilmente raggirare tale limitazione, convogliando di volta in volta un cospicuo numero di voti a seconda delle disposizioni del committente, facendoli pervenire da diverse aree del Paese, come se provenienti da singoli utenti. Serve un intervento continuativo della Guardia di Finanza». Probabilmente saranno gli operatori telefonici a dover operare, i call center usano utenze business come qualsiasi ufficio. Plaude alla decisione la Fimi, federazione che in Confindustria rappresenta le maggiori case discografiche: «Già nel 2009, con Sanremo 59 per i giovani», ricorda il presidente di Fimi Enzo Mazza, «avevamo chiesto un intervento degli organi di vigilanza sul televoto, che consentiva potenziali abusi atti a falsare la competizione». Se si riuscisse a bloccare i call center i risvolti economici non sarebbero leggeri per Rai e Mediaset. Seppure ai broadcaster va tradizionalmente una percentuale che si aggira intorno al 30 per cento degli introiti da telefonate, sui grandi volumi di chiamate la cifra diventa più che interessante e negli ultimi anni si aggira in svariati milioni di euro l’anno. Oltre Sanremo e il «GF», fanno ricorso al televoto «Miss Italia», «L’isola dei famosi», «X Factor», «Amici», «Ti lascio una canzone», «I raccomandati», «Io canto», «Ballando con le stelle» e tanti altri. La tv italiana potrebbe uscire cambiata dalla fine della dittatura sui verdetti dei call center. Succederà? r.s. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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