In un giorno 50 chiamate Se il call center è stalker
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fonte:
- Libero
I call center del tormento finiscono in procura. L’ accusa è stalking. A denunciare i centralini che propongono contratti gas, luce, telefono, acqua, ma anche vino, olio e creme, a qualsiasi ora del giorno e – soprattutto – della notte, è un cittadino ravennate perseguitato da una compagnia telefonica arrivata a chiamarlo 50 volte al giorno. È l’ extrema ratio di un fenomeno in dilagante aumento. «Riceviamo 400 segnalazioni al mese. E negli ultimi sei mesi i dati sono in enorme crescita. Io sono il primo ad essere massacrato», ammette Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons. «Chiamano da ogni dove, anche dall’ estero, e spesso si presentano a casa delle “vittime” spacciando dei contratti per sondaggi». Codacons ha già presentato tre esposti contro i centralinisti molesti. I casi sono sui tavoli della procura di Roma, dell’ antitrust e dell’ autorità delle comunicazioni. Federconsumatori, per bocca del responsabile lombardo Gianmario Mocera, spiega che la sola «Autorità garante di energia elettrica, gas e sistema idrico stima che in qualche caso ci sia il rischio di contratti apocrifi», cioè «abusivamente stipulati». Accade, ad esempio, che, dopo un primo contratto telefonico, «rapaci addetti si presentino alle porte, esibendo magari il nome di note compagnie e insistendo per ottenere una firma. Così attivano forniture e le persone, magari, neanche lo sanno», dice Mocera. Anche per questo alcune authority hanno introdotto le cosiddette “Welcome letters”, lettere di benvenuto che arrivano a casa degli utenti per informarli della stipula del contratto, al momento dell’ attivazione dei vari servizi», ma il provvedimento «non ha avuto effetto calmierante». La rincorsa ai clienti a suon di chiamate ed sms è un business troppo appetibile. Un modo per uscirne c’ è, almeno sulla carta: si chiama Registro delle opposizioni. L’ ha istituito il ministero dello Sviluppo economico nel 2010 e ne ha affidato la gestione alla Fondazione Ugo Bordoni, da anni “braccio” di ricerca del dicastero nel settore delle telecomunicazioni. Il registro raccoglie i nomi di chi non vuole scocciature e cita anche le società abilitate a fare telemarketing. In elenco, oltre ai colossi di energia e gas, c’ è di tutto: chi fa protesi acustiche, editori, noleggiatori di attrezzature per cantieri, produttori tipici pugliesi, scuole di lingua. E persino le banche. Nel complesso sono circa 500 le società che cercano di accaparrarsi clienti al telefono. Le persone che hanno detto no alle seccature sono invece ben 1.246.000, ma l’ iscrizione è riservata solo a «chi è presente negli elenchi telefonici pubblici», gli altri – a torto – si giudicano già tutelati. È una delle ragioni per cui il registro, di per sé, non è abbastanza efficace. Ne sa qualcosa l’ avvocato Gian Paolo Novelli del foro di Ravenna, il cui cliente è passato alle maniere forti, la denuncia per stalking nei confronti di un call center logorroico. La vittima, causa insistenza dei centralini, ha il telefono fuori uso. «Chiamano a qualsiasi ora, chiedono qual è l’ abbonamento in essere e, rimbalzati, richiamano fingendo che sia caduta la linea». «Le utenze telefoniche sono già state comunicate alla procura, almeno quelle note». Perché tra le tecniche usate c’ è pure quella di nascondere il numero. Ma prima di arrivare agli estremi rimedi ci sono soluzioni più soft: la segnalazione al garante della privacy (già 10mila le istruttorie in corso) o la denuncia per «molestie telefoniche», spiega Novelli. «Alcune compagnie hanno addirittura sistemi di composizione automatica e neanche i centralinisti stanno dietro alle chiamate», spiega Mocera. E i numeri di telefono, anche cellulari, da dove arrivano? «Impossibile chiederne la provenienza, riattaccano» dice Rienzi (Codacons). Nelle pieghe della legge c’ è l’ inganno, rivela l’ avvocato Novelli. «Con la legge sulla privacy dobbiamo dare il consenso a tutto. Tutte quelle firme, però, spesso ci espongono: nelle clausole si inserisce di frequente l’ autorizzazione al trattamento dei dati per scopi commerciali». Così, ai tempi della «generazione mille euro», una semplice firma può causare infiniti tormenti.
filippo manvuller
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