10 Dicembre 2019

Guerra sull’ etichetta Ue dei cibi

LA POLEMICA Luciano Pignataro Non piace al ministro della Salute Roberto Speranza il sistema Nutri-Score, ossia il semaforo che dal verde al rosso segnala in etichetta le potenzialità di rischio che corrono i consumatori. «Oggi ho incontrato la nuova Commissaria alla Salute Stella Kyriakides. Le ho consegnato le perplessità e la preoccupazioni italiane sul sistema dell’ etichettatura dei prodotti alimentari. La proposta sul cosiddetto sistema Nutri-Score è fondata su valutazioni parziali e fuorvianti». Secondo il ministro «il sistema esprime un giudizio nutrizionale sul singolo prodotto senza tenere conto del suo inserimento nel quadro di una dieta complessiva bilanciata per ciascun individuo. In tal modo si mette in discussione la dieta mediterranea e i suoi benefici, scientificamente dimostrati, sulla salute delle persone. In una serie d’ incontri bilaterali importanti con i ministri della Salute presenti, sullo stesso tema ho trovato interlocutori pronti all’ ascolto e sensibili alla riapertura del dialogo su basi nuove». Speranza ha colto l’ occasione per esprimersi sulle voci relative a un documento segreto a cui sta lavorando l’ esecutivo europeo che danneggerebbe seriamente l’ industria agroalimentare italiana: «In queste cose non si parla mai di documenti segreti ma attraverso atti ufficiali e la Commissione europea dovrà presto produrne uno. Nell’ incontro di oggi ho chiesto che venga difesa la dieta Mediterranea, che è un pezzo fondamentale della nostra identità nazionale noi siamo convinti, anche per le prove scientifiche che ci sono, che abbia una connotazione di qualità nutrizionale altissima, quindi sono stato fermo e deciso nel rapporto con la nuova commissaria Ue. Non possiamo accettare modelli di etichettatura che non rispettano fino in fondo le nostre prerogative e il nostro modello di dieta». IN SINTONIA Va detto che su questo governo e opposizione appaiono per la prima volta schierati dalla stessa parte visto che Salvini ha annunciato su questo una battaglia altrettanto forte di quella avviata sul Mes. Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Per quanto possa sembrare strano, visto i precedenti su questi temi, il Nutri-Score nasce in Francia e non nei paesi anglosassoni. Il Nutriscore, già diventato un hashtag di tendenza sui social, è un bollino con il quale vengono classificati gli alimenti. In sintesi utilizza due scale correlate per classificare la qualità dei prodotti: una cromatica divisa in cinque gradazioni dal verde al rosso e una alfabetica con lettere che vanno dalla A alla E. I prodotti vengono suddivisi in cinque categorie e il punteggio è determinato in base ai nutrienti che contengono. Fibre, proteine, frutta e verdura rientrano tra gli ingredienti «buoni» e possono determinare un punteggio positivo. Altri ingredienti come grassi saturi, zucchero e sodio potrebbero invece influire negativamente se utilizzati a livelli elevati. Lo scorso anno la rivista Nutrients ha sostenuto che il Nutri-Score è il sistema più chiaro ed efficace rispetto alle altre opzioni come il semaforo di cui si è parlato in Gran Bretagna. Nel corso degli anni molte grandi aziende hanno cercato di proporre delle loro ipotesi di etichette alternative, senza trovare però risultati soddisfacenti. La decisione di adottare Nutri-Score da parte di Nestlé ha scatenato polemiche in Italia, con Coldiretti e Codacons che hanno bollato come «ingannevole e sbagliata» questa etichetta. In realtà questo sistema racconta quello che tutti noi sappiamo benissimo: verdure, ortaggi, frutta, legumi e cereali fanno bene. Formaggi stagionati e salumi, dolci e creme hanno conseguenze negative per il nostro organismo. Il punto, come sempre, è la capacità di trovare equilibrio, che prima si aveva nella spesa e nel consumo quotidiano per cui alcuni alimenti si mangiavano di meno e altri di più perché prima quello che faceva più male costava anche di più. Oggi è esattamente il contrario: la carne rossa è diventata il cibo dei poveri mentre il vegetale è il nuovo lusso dei ricchi. Mantenere un dieta equilibrata dovrebbe essere qualcosa da far gestire alla sensibilità di ciascuno di noi, ma sappiamo come ormai il rapporto con il cibi sia cambiato in modo radicale. Dunque l’ idea, proprio come con le sigarette, è avvertire il consumatore: se prendi questo assumi sale e grassi saturi. La reazione italiana si inquadra nelle conseguenze che potrebbero esserci su alcuni prodotti leader del made in Italy come il prosciutto, i salumi, i formaggi stagionati e magari lo stesso vino in cui siamo top player mondiali. Ma è anche vero che una battaglia di resistenza potrebbe essere alla fine male interpretata in un mondo globale dove il simbolismo precede i contenuti. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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