18 Luglio 2007

Elitel, tagliati operatori e utenti

Elitel, tagliati operatori e utenti

La società ha un debito di 106 milioni con Telecom, da cui affitta la rete, ma non può pagarlo.
La compagnia allora chiude le linee a 250 mila clienti.
Allarme rosso per 300 dipendenti e 1700 cocoprò

Una storia di quelle che possono accadere soltanto in Italia: una società, la Elitel, che accumula un debito di 106 milioni di euro per diversi anni; la sua creditrice, la Telecom, che improvvisamente stacca le linee (gestite appunto da Elitel) a 250 mila utenti, perché non riesce a incassare il dovuto. Dall`oggi al domani una quantità considerevole di persone, di imprese, persino di amministrazioni pubbliche si trova dunque senza telefono né Internet: una follia da paese sottosviluppato. E, problema non di minore importanza, si trovano sul baratro della disoccupazione ben 2 mila lavoratori – i 300 dipendenti e i 1700 cocoprò Elitel – con le relative famiglie. Cerchiamo di capire cosa è successo, perché la vicenda è molto intricata. Partiamo dalla conferenza stampa che ieri ha tenuto il presidente della Elitel, Giorgio Fatarella, che ha deciso di denunciare Telecom perché, afferma, le starebbe rubando i clienti. La Elitel offre linee telefoniche e Adsl, ma anche servizi di call center, a privati, aziende e uffici pubblici: e lo fa, come tanti concorrenti, da Tele2 ad Albacom, affittando le linee dell`ex monopolista Telecom. Ma Fatarella è arrivato solo nel marzo scorso, quando il pacchetto di controllo della Elitel, società fondata da Elserino Piol, è passato dal fondo Kiwi II a Vive La Vie e Telvia. Nomi che non diranno nulla al lettore, ma possiamo aggiungere che Elitel è stata quotata alla Borsa di Londra nel 2006. Ebbene: adesso la nuova gestione Elitel, appunto Fatarella, protesta perché Telecom ha respinto tutte le sue recenti offerte di ristrutturazione del credito, mentre per anni si sarebbe fatto proliferare il debito della vecchia proprietà senza battere ciglio. Così, il 4 luglio scorso, Telecom ha tagliato le linee ai clienti Elitel. La crisi è scoppiata quando Telecom ha rifiutato l`accordo per la ristrutturazione del credito. “Ci chiediamo – spiega il legale di Elitel, Michele Sarno – com`è possibile che, durante la passata gestione di Elitel, Telecom Italia in sei anni abbia lasciato che il suo credito salisse a 106 milioni di euro a fronte di una fidejussione per soli 16 milioni“. “Da quanto ci dicono nostri operatori e clienti – ha aggiunto il presidente di Elitel – dal 5 o dal 6 luglio il servizio 187 di Telecom comunica che Elitel è fallita“ anche se, chiosa Sarno “in Italia le dichiarazioni di fallimento le fanno ancora i tribunali e non Telecom Italia“. “Prima di acquisire il controllo di Elitel – continua Fatarella – abbiamo fatto una serie di incontri ai massimi livelli con Telecom, che il 28 febbraio ha scritto una lettera in cui dichiarava superato il blocco minacciato nei confronti di Elitel e annunciava che si potevano iniziare a redigere le linee guida di ristrutturazione del debito“. Poi, il 24 maggio, “Telecom ci ha detto che entro 30 giorni dovevamo pagare 99 milioni. Dopo abbiamo ricevuto solo minacce“. Dal 15 maggio, “avevamo presentato tre offerte, sempre più presi per la gola, salendo fino a offrire di pagare il 50% entro 3 anni. Tutte le proposte sono state respinte“. “Evidentemente – conclude – in Telecom qualcuno ha fatto due conti e ha visto che era più conveniente prendersi i nostri clienti“. Il Codacons ha presentato un esposto e calcola che ogni cliente può chiedere mille euro di risarcimento per i danni subiti. I lavoratori sono rappresentati dai metalmeccanici e comunicazioni. I 300 con rapporto subordinato, spiega Jorge Torre, Fiom Cgil, sono quelli che si occupano di linee, back office e Rete: “Siamo stati al ministero delle Attività produttive – dice – e sollecitato il governo a concedere l`amministrazione straordinaria. E` necessario poi che Telecom riattivi le linee: ogni giorno che si perde, i clienti sono costretti a cercare un nuovo gestore“. Mirella Signorino, Slc Cgil Milano, aggiunge che ci sono poi 1700 collaboratori, la gran parte impiegati nei call center Telework, One call e Telecontatto, che hanno sede a Milano, Brescia, Torino, Trieste, Bologna, Enna e Roma: “Se perdessero il posto avrebbero diritto a una disoccupazione ridotta: molti di loro sono precari da 10 anni, hanno buste paga molto volatili: da 300 a 900 euro al mese. Si erano firmate stabilizzazioni per quasi 500, ma in giugno la Elitel ci ha scritto che non può procedere neppure a realizzare la prima tranche“. Slc, Fistel e Uilcom nazionali ieri hanno chiesto un intervento urgente del governo. A questo punto, spiegano i sindacati, è necessario che Fatarella presenti subito la documentazione necessaria per l`amministrazione straordinaria, che poi dovrebbe essere autorizzata dal ministero (che si è detto disponibile) e dal Tribunale di Milano (sede della società). Ma, soprattutto, Telecom dovrebbe essere spinta a riattivare le linee al più presto, e in questo caso a battere un colpo dovrebbe essere anche l`Authority per le comunicazioni.

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