17 Agosto 2009

CONFCOMMERCIO, FLESSIONE GENERALIZZATA, SU’ SOLO TELEFONINI

    PER IL CODACONS I CELLULARI SONO SINTOMO DI POVERTA’

    Secondo lo studio reso noto oggi dalla Confcommercio la spesa per i telefonini è aumentata, nel periodo 2002-2008, del 189%. Il dato viene sbandierato come se fosse un sintomo del benessere degli italiani, quasi che la crisi non ci fosse dato che non si risparmia su questa voce.
    Ma per il Codacons l’equazione è sbagliata: il boom di telefonini registrato in questi ultimi anni non è affatto un sintomo di prosperità, ma semmai di povertà. Se, infatti, alla fine degli anni ’90 avere un cellulare era sintomo di ricchezza ed uno status symbol, da qualche anno a questa parte non è più così.
    Oggi sono sempre di più gli italiani che per risparmiare sul canone Telecom, 16,08 euro al mese (comprensivo di Iva), rinunciano al telefono fisso e tengono solo il cellulare. Ormai un telefonino si trova a meno di 30 euro, meno di 2 mensilità del canone Telecom, e, con l’abolizione dei costi fissi di ricarica, se non si fanno telefonate esagerate, è più conveniente che pagare 192,96 euro all’anno per il solo fatto di avere un fisso, anche se non si fa nemmeno una telefonata. Non esistono più italiani che nelle seconde case hanno il fisso. E sono sempre di più gli anziani che, faticando ad arrivare a fine mese, su consiglio di parenti e figli, hanno ormai preso dimestichezza con i cellulari ed eliminato il vecchio telefono di casa.
    Per questo il Codacons da tempo chiede, inascoltato, l’eliminazione del canone Telecom, un privilegio della Prima Repubblica orami superato dal libero mercato.

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