17 Luglio 2007

Bollette gonfiate addebitando chiamate inesistenti

Udine. La denuncia delle associazioni dei consumatori: in certi casi si chiedono anche 300 euro più del dovuto. Bollette gonfiate da servizi mai chiesti o da telefonate a numeri a pagamento (come gli 899) mai effettuate con importi anche di centinaia di euro, impossibilità di ricevere un`assistenza tecnica qualificata in tempi brevi con attese interminabili ai call center, linee che restano mute anche per decine di giorni per guasti o cambi di gestore, elenchi telefonici errati e offerte telefoniche ingannevoli. Sono centinaia le segnalazioni e i disagi subiti dagli utenti delle linee telefoniche in Provincia di Udine. E centinaia le denunce presentate dai clienti e dalle associazioni a tutela del consumatore. Solo il Codacons, mediamente, riceve più di due segnalazioni al giorno. “Tra le problematiche di cui viene investita un`associazione dei consumatori – spiega l`avvocato del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell`ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori (Codacons), Nicola D`Andrea – il numero statisticamente più rilevante è sicuramente quello relativo ai problemi dei servizi telefonici. La crescita dei gestori, l`esigenza di tagliare i costi dei servizi e la necessità di proporre offerte sempre più vantaggiose vista anche la concorrenza di internet, hanno reso il mercato telefonico particolarmente confuso, una vera e propria giungla spesso inefficiente a tutto danno dell`utente“. Numerossimi i casi di segnalazioni di persone che ricevono bollette maggiorate anche di 2-300 euro per chiamate a numeri con tariffazione speciale mai effettuate. “Il problema – dice D`Andrea – è essenzialmente connesso al fenomeno dei dialer e delle connessioni internet in automatico specie in molte zone della nostra regione dove non è ancora stata installata l`Adsl“. In merito agli elenchi telefonici errati il Codacons ha tenuto diversi incontri di conciliazione innanzi al Corecom del Fvg per chiedere un risarcimento, ma le somme proposti da Telecom non sono stati ritenuti quasi mai equi e molti utenti hanno deciso di ricorrere al giudice di pace. “Nel comune di Gemona (ma non solo) percentuali altissime di famiglie avevano trovato nell`elenco Pagine bianche 2006/2007 errati i propri indirizzi di abitazione – illustra D`Andrea -, per il mancato adeguamento da parte della Telecom alla variazione della toponomastica in alcune zone cittadine effettuata dal Comune nel 2005 e a tempo debito comunicata al gestore telefonico. In moltissimi casi l`erronea intestazione delle bollette telefoniche ha comportato il mancato recapito delle stesse, con conseguenti reiterate sospensioni del telefono da parte del gestore e gravissimi disagi a danno degli utenti“.

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