Gestore che va, problema che trovi
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Gestore che va, problema che trovi. Nella giungla di offerte e promozioni, tra telefono fisso e mobile, le famiglie rischiano di perdersi. E si perdono ancor di più in caso di contestazioni: tra super bollette, servizi non richiesti e connessioni internet che non funzionano. “Almeno un caso al giorno – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – con la telefonia che attualmente assorbe la maggior parte della nostra attività giornaliera. Ci sono gestori, come Telecom, che hanno avviato la procedura di conciliazione, ma prima di arrivarci l`utente è comunque costretto a passare da un punto 187 all`altro e da un call center all`altro“. Intanto la Polizia Postale, sempre a proposito di truffe, ha avviato una vasta operazione tra Toscana, Umbria e Marche che prevede una trentina di arresti. In questo caso nel mirino ci sono i famosi numeri 899 e i relativi operatori. Secondo l`accusa questi avrebbero truffato la Telecom chiamandosi a vicenda e facendo così aumentare la quantità dei rimborsi. L`operazione ha interessato anche l`Umbria, dove degli arresti sono stati ordinati dal pm Giuseppe Petrazzini. Altri casi diversi riguardano diversi utenti Fastweb contro cui il Codacons Umbria sta avviando una serie di contenziosi. “Abbiamo riscontrato diversi problemi – spiegano dall`ufficio legale dell`associazione – relativi a informazione e trasparenza. Per non parlare delle brutte sorprese quando arrivano le bollette che non corrispondono a quanto concordato, anche per iscritto“. Nonostante la giovane età del gestore (nelle città maggiori dell`Umbria è attivo dallo scorso febbraio) la lista delle lamentele è già piuttosto lunga. I primi approcci con le famiglie vengono portati avanti a suon di offerte, promozioni e omaggi, ma già alla seconda bolletta, le condizioni cambiano senza che l`utente abbia chiesto alcunché. “Non solo – spiegano dall`associazione – abbiamo notato che ad alcuni utenti è già stato comunicato che da dicembre le condizioni contrattuali cambieranno, e in modo del tutto arbitrario“. .Anche la segnalazione al call center, con la relativa apertura – a detta dell`operatore – “di una pratica di segnalazione“, non ha ancora risolto il problema. “Ci sono gli estremi per una segnalazione al garante della privacy“, avvertono dall`ufficio legale del Codacons Umbria. “I cittadini sono arrabbiatissimi – aggiunge la Falcinelli – e dalle segnalazioni non si sottrae neanche la telefonia mobile: verificate costi, condizioni e modalità di funzionamento“. Problemi anche con la connessione adsl. Protagoniste, in due casi, altrettanti insegnanti alle prese con corsi di specializzazione che richiedono l`esecuzione di prove e test anche on line. In un caso a dare problmi è “una fantomatica formula ricaricabile“, con una giovane prof che, dopo aver aderito tramite internet a tale offerta (al costo di circa 50 euro per l`attivazione ed il modem) si è accorta che dopo aver consumato il credito iniziale (circa 10 euro) non c`era alcuna possibilità di “ricaricare“ l`abbonamento perché l`unico modo possibile (sempre on line) non funziona ancora. In un secondo caso, una maestra della scuola dell`infanzia si è ritrovata con una connessione che non funziona e nonostante le segnalazioni a negozi e call center 187, ha continuato a pagare 20 euro al mese per un servizio che non ha ancora mai potuto utilizzare. A proposito di “offerte ingannevoli“, è di pochi giorni fa la sentenza del tribunale di Torino che, accogliendo una causa collettiva di Movimento consumatori, ha condannato Wind a risarcire – per inadempimento contattuale – migliaia di utenti che avevano sottoscritto il contratto “Solo infostrada“. La campagna pubblicitaria – sanzionata dall`Antitrust – parlava di contratto senza canone che in realtà quasi tutti hanno dovuto continuare a pagare regolarmente a Telecom. Dopo tale sentenza, entro il 25 gennaio 2007, il gestore dovrà rimborsare tutti i canoni pagati dalla sottoscrizione del contratto, attivando il servizio pubblicizzato a tutti i sottoscrittori.
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