17 Novembre 2006

TLC: AUTORITA`, RICARICHE NEL MIRINO, COSTI SPEREQUATI

TLC: AUTORITA`, RICARICHE NEL MIRINO, COSTI SPEREQUATI/ANSA




INDAGINE CON ANTITRUST, PESANO SU CONSUMATORI PIU` DEBOLI









(ANSA) – ROMA, 16 nov – Non hanno mai fatto la felicità

degli utenti ma adesso, contro i costi di ricarica per i

cellulari, si sono schierate compatte anche Antitrust ed

Authority delle tlc.

Il giudizio dei due garanti al termine di un`indagine avviata

a giugno è netto: “occorre un intervento di rimodulazione sul

contributo di ricarica dei cellulari“ per alimentare la

concorrenza fra i diversi operatori ma soprattutto per

“ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni delle tariffe“. I

risultati dell`inchiesta condotta dagli organi guidati da

Antonio Catricalà e Corrado Calabrò parlano chiaro: nel solo

2005, Vodafone, Tim, Wind e 3 Italia si sono spartiti una torta

da più di 1,7 miliardi di euro, tanti sono i ricavi lordi

incassati dagli operatori grazie alle ricariche. Di questi, meno

di 800 milioni sono legati ai costi sostenuti dagli operatori,

ma i restanti 950 sono un surplus che le Autorità hanno tutta

l`intenzione di limare. Non a caso, sottolinea la nota congiunta

di Antitrust e Authority, “ci sono i margini per un intervento

dell`Agcom per garantire tutte le fasce di clientela, specie

quelle economicamente più deboli“.

Dall`indagine emerge infatti che sono proprio i clienti più

deboli, che si devono accontentare di ricariche da tagli

inferiori ai 50 euro, quelli maggiormente colpiti dal costo

fisso. Ad esempio, il costo di ricarica incide per il 48,3% del

credito acquistato per importi inferiori ai 20 euro. Non solo,

mentre l`incidenza del costo di ricarica sul credito acquistato

dal 2003 al 2005 è progressivamente diminuita per i `tagli`

sopra i 50 euro, per quelli sotto i 20 euro è aumentata del

18%. Un fardello che, ribadiscono le Autorità, “rappresenta

un`anomalia italiana“, anche perché nel nostro Paese il 90%

degli utenti preferisce le schede prepagate rispetto al servizio

in abbonamento, contro una media europea del 50%. Per questo

motivo, si legge nel documento conclusivo dell`indagine, l`Agcom

si muoverà per ottenere una maggiore trasparenza delle tariffe

telefoniche, semplificandole con “una riparametrazione nel

prezzo minutario“ dei costi sopportati dai gestori e traslati

sugli utenti, oppure per “rimuovere il carattere regressivo del

contributo di ricarica, prevedendone piuttosto una connotazione

di proporzionalità e di corrispondenza ai costi effettivi“.

Quali che siano i rimedi che verranno proposti dagli uomini

di Calabrò, immediata è arrivata la reazione delle

associazioni a tutela dei consumatori, con Adoc e Codacons che

si sono schierati a fianco delle autorità. Il Codacons,

inoltre, ha aperto una nuova vertenza, denunciando i gestori

davanti a 102 Procure per ottenere la restituzione di almeno due

miliardi di euro.(ANSA).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this