TLC: AUTORITA`, RICARICHE NEL MIRINO, COSTI SPEREQUATI
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fonte:
- Ansa
INDAGINE CON ANTITRUST, PESANO SU CONSUMATORI PIU` DEBOLI
(ANSA) – ROMA, 16 nov – Non hanno mai fatto la felicità
degli utenti ma adesso, contro i costi di ricarica per i
cellulari, si sono schierate compatte anche Antitrust ed
Authority delle tlc.
Il giudizio dei due garanti al termine di un`indagine avviata
a giugno è netto: “occorre un intervento di rimodulazione sul
contributo di ricarica dei cellulari“ per alimentare la
concorrenza fra i diversi operatori ma soprattutto per
“ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni delle tariffe“. I
risultati dell`inchiesta condotta dagli organi guidati da
Antonio Catricalà e Corrado Calabrò parlano chiaro: nel solo
2005, Vodafone, Tim, Wind e 3 Italia si sono spartiti una torta
da più di 1,7 miliardi di euro, tanti sono i ricavi lordi
incassati dagli operatori grazie alle ricariche. Di questi, meno
di 800 milioni sono legati ai costi sostenuti dagli operatori,
ma i restanti 950 sono un surplus che le Autorità hanno tutta
l`intenzione di limare. Non a caso, sottolinea la nota congiunta
di Antitrust e Authority, “ci sono i margini per un intervento
dell`Agcom per garantire tutte le fasce di clientela, specie
quelle economicamente più deboli“.
Dall`indagine emerge infatti che sono proprio i clienti più
deboli, che si devono accontentare di ricariche da tagli
inferiori ai 50 euro, quelli maggiormente colpiti dal costo
fisso. Ad esempio, il costo di ricarica incide per il 48,3% del
credito acquistato per importi inferiori ai 20 euro. Non solo,
mentre l`incidenza del costo di ricarica sul credito acquistato
dal 2003 al 2005 è progressivamente diminuita per i `tagli`
sopra i 50 euro, per quelli sotto i 20 euro è aumentata del
18%. Un fardello che, ribadiscono le Autorità, “rappresenta
un`anomalia italiana“, anche perché nel nostro Paese il 90%
degli utenti preferisce le schede prepagate rispetto al servizio
in abbonamento, contro una media europea del 50%. Per questo
motivo, si legge nel documento conclusivo dell`indagine, l`Agcom
si muoverà per ottenere una maggiore trasparenza delle tariffe
telefoniche, semplificandole con “una riparametrazione nel
prezzo minutario“ dei costi sopportati dai gestori e traslati
sugli utenti, oppure per “rimuovere il carattere regressivo del
contributo di ricarica, prevedendone piuttosto una connotazione
di proporzionalità e di corrispondenza ai costi effettivi“.
Quali che siano i rimedi che verranno proposti dagli uomini
di Calabrò, immediata è arrivata la reazione delle
associazioni a tutela dei consumatori, con Adoc e Codacons che
si sono schierati a fianco delle autorità. Il Codacons,
inoltre, ha aperto una nuova vertenza, denunciando i gestori
davanti a 102 Procure per ottenere la restituzione di almeno due
miliardi di euro.(ANSA).
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