“Bollette pazze“, Telecom ammette l`errore
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fonte:
- Trentino extra
Tre mesi di arretrati per oltre 1600 euro, ma in realtà era promozione gratuita
Al cliente erano state chieste le bollette dei primi tre mesi quando Alice Free era gratis
ROVERETO. Per mesi l`ufficio legale del Codacons ha tampinato Telecom, finendo con impressionante regolarità per parlare con ignari operatori del call center. L`associazione consumatori sta infatti tutelando decine di clienti che ritengono di non dover pagare alcune bollette Telecom per i motivi più disparati (dall`installazione di servizi non richiesti all`addebito di spese non corrispondenti alla realtà). Nei giorni scorsi però l`ex monopolista ha dovuto cedere. Di conteziosi aperti, com`è noto, ce ne sono parecchi. Il caso in questione è quello di un cliente roveretano che all`inizio dell`estate 2004 aveva sottoscritto l`offerta Alice Free: linea Adsl con i primi tre mesi di utilizzo gratuito. Infatti, per luglio, agosto e settembre 2004 Telecom non inviò alcuna bolletta, come da accordi (e come recitavano le pubblicità dell`epoca). Salvo però ripensarci all`inizio di quest`anno. La stangata è arrivata con la prima bolletta del 2006. Sommando i tre mesi dell`estate di due anni fa, Telecom chiedeva al cliente una cosa come 1688 euro, un piccolo capitale. Che però l`utente, memore delle condizioni dell`offerta sottoscritta, non aveva alcuna intenzione di pagare, ritenendo disattese tutte le condizioni del contratto all`atto della stipula. Per questo motivo il cliente si era rivolto all`ufficio legale del Codacons, spiegando la sua disavventura e supportandola con le copie di contratti e bollette. Lo scontro con il gestore telefonico è durato qualche mese: il 16 maggio l`azienda ha riconosciuto che quelle somme relative al traffico telefonico da luglio a settembre 2004 non erano dovute, in base al contratto stipulato. Pertanto la bolletta da 1688 euro è divenuta carta straccia, per somma soddisfazione del cliente. Il quale è comunque dovuto ricorrere all`assistenza del legale per farsi rispettare. E c`è un altro caso risolto con l`ex monopolista dei servizi telefonici, quello di una famiglia che pensava di aver siglato il contratto per Alice Free, ma in realtà aveva acquistato il pacchetto Alice Flat. Secondo la famiglia, tutto era da ricondurre a un cattivo servizio dell`operatore telefonico che aveva proposto il contratto. Ma il problema non era tutti lì. Arrivò a casa prima una bolletta da 1900 euro, poi una da 4200 (!), poi un`altra da 700 e via di questo passo, anche se con importi meno pesanti. La famiglia non solo è riuscita a dimostrare di essere stata male informata dall`operatore del call center al momento della stipula del contratto, ma ha anche ottenuto l`ammissione da parte di Telecom di un errore di collegamento tra la linea telefonica e il contatore degli scatti. Del resto, il cliente era riuscito dimostrare dati alla mano di non poter essere stato tecnicamente in grado di usufruire del servizio. Nel periodo delle bollette più onerose, infatti, la famiglia non era nemmeno in casa, bensì in ferie al mare. Di fronte al corposo malloppo di prove fornito dall`ufficio legale del Codacons, Telecom ha alzato le mani, ammettendo l`errore e dispensando l`abbonato dal pagamento delle somme non dovute.
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