FUMO: STORACE, NON SI TORNA INDIETRO; POLEMICHE SU TAR
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fonte:
- Ansa
SI APRIRA` CONFRONTO CON ESERCENTI, BOTTA E RISPOSTA CON SIRCHIA
(ANSA) – ROMA, 4 ago – Sulla legge antifumo non si torna
indietro. Gli irriducibili della sigaretta a tavola possono ora
mettere da parte la speranza di un ammorbidimento dei divieti.
“Non si tornerà indietro ma apriremo un confronto con gli
esercenti“ ha assicurato il ministro della Salute Francesco
Storace, che ha chiarito così le sue intenzioni sulle norme
entrate in vigore quest`anno.
“Ho avuto un colloquio con Billé che mi aveva scritto che
gli stessi esercenti non mettono in discussione il principio
della legge – ha spiegato il ministro – ne parleremo a settembre
dopo che avrò letto le motivazioni della sentenza del Tar. Un
tavolo va aperto, ma ciò non significa che si vada per forza in
una direzione piuttosto che in un`altra“.
Su alcune “rigidità della legge segnalate dagli esercenti,
Storace ha anche spiegato di avere già avuto un confronto con
il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola.
Poche ore prima si era scatenato un duro botta e risposta fra
il ministro Storace ed il suo predecessore, Girolamo Sirchia,
paladino della lotta al fumo. Ad accendere le polemiche era
stata la sentenza del Tar del Lazio che ieri ha accolto un
ricorso dell`associazione che rappresenta gli esercenti di
locali pubblici, Fipe, che ora non sono più obbligati a
controllare l`applicazione del divieto nei loro esercizi.
Alle domande su cosa succederà oggi, Sirchia ha mostrato
preoccupazione e ha attaccato Storace che già subito dopo
essere arrivato al ministero ma anche successivamente, aveva
espresso una disponibilità a qualche modifica, per altro
ritenendo un eventuale cambiamento “non prioritario nell`agenda
del governo“.
“Trovo disdicevole la posizione del ministro della Salute
Storace sulla legge che vieta di fumare nei luoghi pubblici“:
ha detto a Radio 24 – Il Sole 24 Ore l`ex ministro Girolamo
Sirchia. Per Sirchia infatti esiste il rischio che “si possa
fare marcia indietro sulla legge. Le recenti dichiarazioni del
ministro favoriscono coloro che si muovono contro la salute
pubblica. E sorprende che un ministro si attivi a favore di
costoro. A questo punto mi auguro che la difesa della salute
pubblica venga dalla popolazione, che ha capito in pieno il
significato di quella legge, come dimostrano diversi sondaggi
fatti“. E Sirchia non risparmia un fendente anche alla
Confcommercio.
“E` una sentenza che non mette in discussione la legge ma
solo un punto – dice Sirchia -. Ben sappiamo che dietro a tutto
questo c`é la Confcommercio che è mossa da motivazioni non
solo giuridiche. Sono azionisti della British American Tobacco
italiana e dunque hanno interesse che non cali il fatturato del
mercato del tabacco. La Fipe – ha concluso Sirchia – è spinta
da interessi di lobby, altrimenti non si spiegherebbe come di
fronte a una legge che incontra il favore degli stessi
esercenti, la loro associazione continui a porre una questione
così violenta con ricorsi e azioni di contrasto“.
Anche la Lilt è scesa in campo per difendere la legge.
“La tutela della salute pubblica non ammette compromessi –
ha spiegato Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana
per la lotta contro i tumori – la legge antifumo si è basata
sul principio di rispetto e responsabilità collettiva che ora
la sentenza del Tar del Lazio tende a vanificare“. Ma per il
Codacons, in ogni caso, la sentenza del Tar non mette in
discussione le responsabilità dei gestori.
“I non fumatori – ha affermato l`associazione – possono
comunque denunciare i gestori che consentono il fumo all`interno
dei locali nonostante il divieto, per concorso nella
contravvenzione a carico del fumatore e per omissione dolosa che
consente il compimento del reato“. E i gestori che
consentiranno di accendere le sigarette, sempre secondo il
parere del Codacons, potranno essere chiamati al risarcimento
dei danni, alla stregua della recente sentenza del Tribunale di
Roma che ha condannato il Ministero dell`Istruzione perché non
aveva impedito il fumo. (ANSA).
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