5 Agosto 2005

FUMO: STORACE, NON SI TORNA INDIETRO; POLEMICHE SU TAR

FUMO: STORACE, NON SI TORNA INDIETRO; POLEMICHE SU TAR /ANSA



SI APRIRA` CONFRONTO CON ESERCENTI, BOTTA E RISPOSTA CON SIRCHIA









(ANSA) – ROMA, 4 ago – Sulla legge antifumo non si torna

indietro. Gli irriducibili della sigaretta a tavola possono ora

mettere da parte la speranza di un ammorbidimento dei divieti.

“Non si tornerà indietro ma apriremo un confronto con gli

esercenti“ ha assicurato il ministro della Salute Francesco

Storace, che ha chiarito così le sue intenzioni sulle norme

entrate in vigore quest`anno.

“Ho avuto un colloquio con Billé che mi aveva scritto che

gli stessi esercenti non mettono in discussione il principio

della legge – ha spiegato il ministro – ne parleremo a settembre

dopo che avrò letto le motivazioni della sentenza del Tar. Un

tavolo va aperto, ma ciò non significa che si vada per forza in

una direzione piuttosto che in un`altra“.

Su alcune “rigidità della legge segnalate dagli esercenti,

Storace ha anche spiegato di avere già avuto un confronto con

il ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola.

Poche ore prima si era scatenato un duro botta e risposta fra

il ministro Storace ed il suo predecessore, Girolamo Sirchia,

paladino della lotta al fumo. Ad accendere le polemiche era

stata la sentenza del Tar del Lazio che ieri ha accolto un

ricorso dell`associazione che rappresenta gli esercenti di

locali pubblici, Fipe, che ora non sono più obbligati a

controllare l`applicazione del divieto nei loro esercizi.

Alle domande su cosa succederà oggi, Sirchia ha mostrato

preoccupazione e ha attaccato Storace che già subito dopo

essere arrivato al ministero ma anche successivamente, aveva

espresso una disponibilità a qualche modifica, per altro

ritenendo un eventuale cambiamento “non prioritario nell`agenda

del governo“.

“Trovo disdicevole la posizione del ministro della Salute

Storace sulla legge che vieta di fumare nei luoghi pubblici“:

ha detto a Radio 24 – Il Sole 24 Ore l`ex ministro Girolamo

Sirchia. Per Sirchia infatti esiste il rischio che “si possa

fare marcia indietro sulla legge. Le recenti dichiarazioni del

ministro favoriscono coloro che si muovono contro la salute

pubblica. E sorprende che un ministro si attivi a favore di

costoro. A questo punto mi auguro che la difesa della salute

pubblica venga dalla popolazione, che ha capito in pieno il

significato di quella legge, come dimostrano diversi sondaggi

fatti“. E Sirchia non risparmia un fendente anche alla

Confcommercio.

“E` una sentenza che non mette in discussione la legge ma

solo un punto – dice Sirchia -. Ben sappiamo che dietro a tutto

questo c`é la Confcommercio che è mossa da motivazioni non

solo giuridiche. Sono azionisti della British American Tobacco

italiana e dunque hanno interesse che non cali il fatturato del

mercato del tabacco. La Fipe – ha concluso Sirchia – è spinta

da interessi di lobby, altrimenti non si spiegherebbe come di

fronte a una legge che incontra il favore degli stessi

esercenti, la loro associazione continui a porre una questione

così violenta con ricorsi e azioni di contrasto“.

Anche la Lilt è scesa in campo per difendere la legge.

“La tutela della salute pubblica non ammette compromessi –

ha spiegato Francesco Schittulli, presidente della Lega italiana

per la lotta contro i tumori – la legge antifumo si è basata

sul principio di rispetto e responsabilità collettiva che ora

la sentenza del Tar del Lazio tende a vanificare“. Ma per il

Codacons, in ogni caso, la sentenza del Tar non mette in

discussione le responsabilità dei gestori.

“I non fumatori – ha affermato l`associazione – possono

comunque denunciare i gestori che consentono il fumo all`interno

dei locali nonostante il divieto, per concorso nella

contravvenzione a carico del fumatore e per omissione dolosa che

consente il compimento del reato“. E i gestori che

consentiranno di accendere le sigarette, sempre secondo il

parere del Codacons, potranno essere chiamati al risarcimento

dei danni, alla stregua della recente sentenza del Tribunale di

Roma che ha condannato il Ministero dell`Istruzione perché non

aveva impedito il fumo. (ANSA).

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