La Francia apre un’ inchiesta penale su Apple per gli iPhone che rallentano
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fonte:
- Lastampa.it
La Procura di Parigi ha aperto un’ indagine preliminare nei confronti di Apple per l’ ipotesi di «obsolescenza pianificata» di alcuni modelli di iPhone. Il colosso americano è accusato di aver ridotto volontariamente le prestazioni degli smartphone per spingere i consumatori all’ acquisto dei nuovi modelli. Apple, dopo i problemi alle batterie di alcuni modelli di iPhone, ha avviato una campagna di sostituzione a prezzo ridotto, che dovrebbe aiutare chi ha un iPhone vecchio e lento a tornare alle prestazioni ottimali. I migliori smartphone del 2017: pregi e difetti Bruno Ruffilli, Stefano Scarpa Copyright © L’ inchiesta, aperta il 5 gennaio e affidata al Servizio investigativo nazionale della Direzione generale della concorrenza, degli affari dei consumatori e del controllo delle frodi (DGCCRF) parla di «truffa» . L’ iniziativa della Procura fa seguito alla denuncia dell’ associazione “Halte à l’ Obsolescence Programmée (HOP)”, presentata il 27 dicembre, in cui si accusava Apple di ridurre volontariamente le prestazioni e la durata dei suoi smartphone attraverso il suo sistema di aggiornamenti. In altri esposti analoghi, l’ associazione aveva accusato HP, Canon, Brother ed Epson . In Francia dal luglio 2016 è in vigore una legge che configura come reato l’ obsolescenza programmata e prevede fino a due anni di carcere e un’ ammenda che va da 300 mila euro al 5 per cento del giro d’ affari dell’ azienda ritenuta colpevole. Vita a tempo e falsi miti, quanto durano i prodotti Copyright © Il problema esiste e sul tema inizia a muoversi anche la politica. In Italia, a ottobre 2013, fu il parlamentare di Sinistra Ecologia Libertà Luigi Lacquaniti a presentare la prima proposta di legge “per contrastare il fenomeno dell’ obsolescenza programmata”. In Italia il Codacons ha annunciato un esposto contro Apple alla Procura della Repubblica di Roma e all’ Antitrust. Ma almeno per il momento non ci sono prove che i produttori realizzino oggetti destinati a scadere come gli alimenti. Dall’ altro lato c’ è l’ esperienza di tutti noi, che racconta di aggeggi che passano indenni il periodo di garanzia e molto spesso vivono una sorta di crisi del terzo anno: proprio appena è finita la copertura del produttore – e magari mentre esce una nuova versione – le prestazioni calano, la batteria crolla, inizia a verificarsi qualche guasto. Negli anni ’30 e con le prime lampadine a incandescenza, ci fu davvero un cartello tra produttori, per limitare la durata a 100 ore. Ma da allora l’ obsolescenza programmata non è stata più provata. Alcuni diritti riservati.
bruno ruffilli
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