I principi tornano, i conti no
-
fonte:
- La Sicilia.it
Alle 23.12 di sabato notte, Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico. Poi c’è stata un’onda anomala che ha travolto tutto, facendo emergere Valerio Scanu come vincitore. Lo rivelano i tabulati del televoto, considerati dalla Rai segretissimi, al punto «da non poter essere divulgati in alcun modo», e pubblicati ieri dal quotidiano dei vescovi “Avvenire” che ha scoperchiato il vaso di Pandora. E, dopo l’antipasto consumatosi live già sabato sera alla notizia dell’esclusione dal podio del brano di Malika Ayane, un fatto che ha provocato la protesta (con annesso lancio di spartiti) da parte degli orchestrali Rai, si rinfocolano le polemiche sul sistema di votazione. Ma cosa è accaduto dopo le 23.12 di sabato notte?
Un sospetto si era già insinuato quando verso mezzanotte alcuni cronisti avevano tentato di inviare una preferenza via sms e avevano scoperto che il televoto era stato già concluso. Eppure ancora Antonella Clerici non aveva annunciato il fatidico “stop al televoto”. Anche le prime indicazioni giunte in sala stampa avevano indicato il Trio regale in testa alle preferenze del pubblico. Eventualità che faceva tremare non solo l’organizzazione, perché avrebbe ricoperto di fischi e pernacchie il Festival dei rinnovati record d’ascolti, ma anche i bookmakers, che avrebbero davano la vincita dei Trio 20 a 1, mentre Scanu era dato 5 a 1. Si sa, poi, come è andata a finire. La Rai ha tirato un sospiro di sollievo e aveva minimizzato, ribadendo la trasparenza del sistema. «Il televoto ha funzionato sempre – aveva detto Antonio Azzalini, capostruttura di Raiuno – sono invece cambiati i flussi. Con il variare dell’orario la platea diminuisce e i flussi mutano».
Torniamo allora ai numeri. Dopo la prima sera di televotazioni – quella dei ripescaggi – la situazione era la seguente: 1° Valerio Scanu con 233.092 voti; 2° Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici con 204.679 voti; 3° Nino D’Angelo con 94.042 voti; 4° Sonohra con 70.986 voti; 5° Toto Cutugno con 32.566 voti. Grazie a questi risultati Scanu e il Trio, eliminati dalla giuria demoscopica, sono rientrati in gara. Non solo. Venerdì sera – con i televoti arrivati tra le 21.22 e le 23.21 – Pupo e il principino erano primi con 141.384 voti; seguiti da Scanu con 110.029 voti e da Marco Mengoni con 39.478. In fondo alla classifica c’erano Enrico Ruggeri (6.391 televoti) e Fabrizio Moro (5.940), per questo eliminati dalla finale.
Sabato sera i televoti, arrivati dalle 20.43 alle 23.12, avevano creato la seguente classifica: 1° Pupo e il principino con 212.482, 2° Valerio Scanu (135.588 voti), 3° Marco Mengoni (80.287), 4° Povia (61.125 voti), 5° Arisa (37.069 voti), 6° Irene Fornaciari e i Nomadi (36.210 voti), 7° Noemi (23.089), 8° Malika Ayane (21.668), 9° Irene Grandi 18.358, 10° Simone Cristicchi (16.031).
Ci sono ancora da considerare le preferenze degli orchestrali, che avevano dato il massimo dei voti a Malika Ayane e Simone Cristicchi. Voti che avevano lo stesso peso (il 50%) di quelli espressi dagli italiani in poltrona. Ma, determinati i tre finalisti, come recita il regolamento di Sanremo, si azzera tutto e a decidere il vincitore resta solo il televoto, con nuova tornata di telefonate.
Si riparte. Scatta il rush finale. E tutto si rovescia. Sono le 23.39 e 52 secondi. Il televoto resta aperto fino alle 00.32 e 58 secondi. Poco meno di 53 minuti, durante i quali ai fan del Trio patriottico – che fino a quel momento aveva dominato – si aggiungono soltanto 1.384 voti in più, mentre Valerio Scanu ne raccoglie ben 96.517. Nel totale: Scanu dai telefoni fissi riceve 56.066 voti, dai cellulari 180.039, un voto giovane. Pupo & company ne raccolgono 113.284 dai telefoni fissi e 100.582 dai cellulari, un voto più adulto. Marco Mengoni – classificatosi terzo – ne riceve 34.866 dai telefoni fissi e 153.047 dai cellulari.
Il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, ammette l’esattezza dei numeri pubblicati da “Avvenire”, ma rivela – senza sciogliere i dubbi – che la differenza di voti tra Scanu e il trio regale è stata di 23.000 voti. Ma a dar man forte al quotidiano dei vescovi, “Libero”, citando autorevoli indiscrezioni, svela che a pochi minuti dalla chiusura del televoto, Pupo avrebbe avuto un vantaggio di 200mila preferenze su Scanu. Temendo forti contestazioni si sarebbe però deciso di “aggiustare” l’esito delle votazioni.
A questo punto i sospetti sono più che legittimi. Striscia la Notizia ha dimostrato che esistono call center che vendono voti per il Festival, ma anche per altre competizioni televisive. Altre ombre le getta il quotidiano “Il Secolo XIX”, che fa notare come il numero telefonico a cui inviare gli sms, il 48444, era lo stesso impiegato nella trasmissione “I Raccomandati”, condotta – guarda caso – da Pupo e Emanuele Filiberto. «Non è tracciabile l’origine del televoto, anche se – spiega Ettore Livini su “Repubblica” – il sistema informatico atto a elaborare le classifiche in base alle preferenze espresse (nel caso del Festival, la Amuser per la telefonia fissa e la Neo Network del gruppo De Agostini-Magnolia per quella mobile) "taglia" in automatico i voti provenienti da una singola cella telefonica, mettendo così fuori gioco l’eventuale ricorso a call center». Ma sia i filtri posti dalla Rai, sia il limite di cinque telefonate, possono essere bypassati con sistemi di batterie di voti disomogenei, come nell’anonimato ammette un manager tv: «Sono in grado di far partire migliaia di telefonate in pochi secondi targandole da utenze diverse e da aree del Paese non omogenee». Il Codacons, dal canto suo, ha chiesto alla Guardia di Finanza e all’Autorità per le garanzie nella comunicazione di sequestrare tutti i televoti che hanno determinato i primi tre classificati al Festival, verificandone le utenze di provenienza e, se necessario, annullare la graduatoria finale.
Il “giallo” resta aperto. Di certo, per ora, ci sono i 2.705.212,50 euro raccolti tramite 3.606.950 televoti espressi al prezzo di 0,75 euro a voto. Una torta così suddivisa: il 50% all’operatore telefonico, il 9% alla rete televisiva, il 10% al proprietario del format, il 13% al produttore dello show, il 18% per l’agenzia del televoto.
«Non lamento alcun complotto da parte dei giurati», commenta Emanuele Filiberto, contestando invece l’atteggiamento di una parte dell’opinione pubblica: «Non pochi, e più tra i monarchici che tra i repubblicani, sono quelli per i quali il Principe ha sempre torto: non solo non può cantare, perché non arrivano neppure ad immaginare la serietà d’un impegno artistico, ma non potrebbe fare politica in quanto non è di parte, non può lavorare poiché non è elegante, né campare di rendita perché sarebbe parassitario. A parte l’inesistenza della rendita, questa è l’unica cosa che condivido».
Per l’erede Savoia, però, il futuro da protagonista nello show televisivo è roseo. Ieri è stato mattatore a Porta a Porta, in una puntata tutta dedicata a Sanremo. Venerdì poi il "trionfale" ritorno ai Raccomandati, insieme con Pupo per la prima delle due puntate in più varate da Raiuno sull’onda del successo dell’edizione di quest’anno del programma.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- OSSERVATORIO TV
- TELEFONIA
