23 Febbraio 2010

Cantante pronto a pagare per vincere

NELL’ ORMAI tradizionale processo al televoto , un rito che accompagna le recenti edizioni del Festival di Sanremo, fa sempre la parte del testimone chiave. Brina Scala, titolare del call center riminese Bryfio Media Trade , dai microfoni di Striscia la Notizia un anno fa ha sollevato il caso del televoto dopato . Ieri è stata di nuovo intervistata dal Mago Casanova. «Nessun attacco a Sanremo – precisa – racconto quello che so». Il fatto è che la Scala la sa lunga riguardo a telefoni e giochetti televisivi. E soprattutto rivela di un particolare ‘ contatto’ con uno degli artisti in gara. «Uno dei cantanti piazzatosi nelle prime posizioni al Festival di quest’ anno, in passato ci aveva chiesto che somma avrebbe dovuto versare per avere la garanzia della vittoria finale». La Scala s i guarda bene dal fornire indizi sull’ artista in questione («Niente nomi», taglia corto). Ma non si fa problemi a raccontare i dettagli della conversazione, ‘ illuminante’ su certi meccanismi del mondo dello spettacolo. «Ho spiegato a quel signore che la garanzia matematica era impossibile, ma anche che più investiva, più televoti comprava: matematico». «Era informatissimo. Sapeva bene come funzionava. Mi ha raccontato di due suoi colleghi cantanti, che nei Sanremo passati, avevano comprato rispettivamente voti per 50mila e 120mila euro, con risultati adeguati». Si tratterebbe di vecchie edizioni della manifestazione canora più celebre d’ Italia, e forse del mondo. Quest’ anno la Bryfio Media Trade ha preferito non immergersi nella bagarre sanremese. «E’ stata una nostra scelta precisa – continua la Scala – presa insieme agli altri soci del call center. Del resto, ci occupiamo di altro. Lavoriamo soprattutto per indagini di mercato e ricerca clienti per le aziende nei settori assicurativo e bancario, anche sull’ estero, utilizzando la collaborazione di call center internazionali, dalla Romania all’ Argentina, dove il lavoro costa meno che in Italia». Da addetti ai (tele)lavori, pensa che il meccanismo di voto «va cambiato. Occorre individuarne uno più democratico e soprattutto trasparente rispetto al televoto. E anche alla cosiddetta giuria demoscopica. Ad esempio – voglio provocare – meglio l’ applausometro come un tempo. Ma con quello nessuno ci guadagna. E poi vanno individuati votanti di ogni fascia d’ età, dai 14 ai 70 anni e oltre. Altrimenti, se prevale una fascia, automaticamente viene preferito un certo tipo di cantante». La Scala da tempo denuncia pubblicamente queste cose. Fa una rivelazione: «Dopo l’ esposto del Codacons sono stata sentita come persona informata sui fatti dalla Guardia di Finanza a Roma. E accaduto lo scorso maggio, per 5 ore, da mezzogiorno alle 17. C’ è un’ inchiesta aperta su passate edizioni del Festival di Sanremo, mi hanno detto».

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