11 Agosto 2012

WindJet, la rabbia negli aeroporti

WindJet, la rabbia negli aeroporti

domani un tavolo da passera, il codacons minaccia una class action.
ROMA – Dopo lo stop ai voli WindJet restano il caos negli aeroporti e la furia dei passeggeri rimasti a terra mentre sale l’ ira delle associazioni dei consumatori sull’ applicazione delle tariffe per la riprotezione. Intanto si tenta di ricucire lo strappo tra Alitalia e il vettore siciliano nonostante le dichiarazioni nette contro ogni ulteriore trattativa annunciate dalla società guidata da Roberto Colaninno e Andrea Ragnetti. Il ministro Corrado Passera ha infatti convocato per domani un tavolo con compagnie, enti locali e Enac per cercare di tutelare innanzitutto i 300 mila viaggiatori coinvolti da qui ad ottobre e i circa 800 lavoratori toccati direttamente o indirettamente dalla crisi della compagnia siciliana. Il piano di riprotezione, che prevede scali aerei aperti di notte e aerei messi a disposizione da Alitalia e dalle altre compagnie italiane (Blue Panorama, Neos, Livingston, Meridiana) protegge infatti nell’ immediato i passeggeri, ma per quanti hanno acquistato biglietti fino ad ottobre e per i lavoratori occorre dare risposte più chiare. Per questo il ministero ha convocato la riunione. Un appuntamento prevalentemente tecnico, almeno al momento. Verrà tentata una moral suasion per ricucire se possibile un negoziato che è stato sul punto di chiudersi, e del cui possibile esito positivo lo stesso ministero era stato messo al corrente secondo la nota con cui l’ altro ieri è stata annunciata la convocazione delle parti in causa. Intanto prosegue il piano di riprotezione dei passeggeri: Alitalia ha allestito l’ altro ieri 8 voli speciali (4 nazionali e 4 internazionali) che hanno coperto 750 passeggeri e annuncia di aver soccorso, in totale, quasi 3.000 passeggeri. A partire da ieri dalla principale compagnia aerea italiana 20 voli speciali al giorno sulla Sicilia in orari notturni. Attiva anche Blue Panorama con un piano tariffario ad hoc. E proprio sulle tariffe applicate è scattata l’ ira delle associazioni dei consumatori che identificano un reato di truffa e stigmatizzano il comportamento delle compagnie. L’ Enac in serata ha assicurato il massimo rigore ricordando che, come previsto dal regolamento comunitario, i passeggeri WindJet costretti ad acquistare nuovi biglietti di altre compagnie per raggiungere le destinazioni, «hanno diritto al rimborso del sovraprezzo da parte della WindJet». «Sui rimborsi l’ Enac sarà rigorosa» afferma il presidente Vito Riggio che invita poi anche i gestori degli scali a fare la loro parte assistendo i passeggeri che necessitano di riprotezione «per contribuire anche all’ efficienza del sistema in un momento di grande traffico come il mese di agosto». Intanto negli aeroporti passeggeri confusi, amareggiati, in alcuni casi arrabbiati. Dopo giorni di ritardi e disservizi. «Non sappiamo cosa dobbiamo fare – afferma un viaggiatore siciliano, diretto, con moglie e bambini, a Catania – abbiamo saputo nella tarda serata di ieri che c’ era il fermo totale. Siamo venuti stamattina in aeroporto e ci siamo rivolti ai banchi Alitalia: grazie alla compagnia di bandiera potremo ripartire stasera. Come siciliano sono molto dispiaciuto per lo stop della WindJet: ho sempre volato con questa compagnia e non avevo mai avuto problemi». Gli fa eco un altro: «Stiamo cercando un’ alternativa con un’ altra compagnia ed intanto rischiamo di perdere un giorno di vacanza in Sicilia. Perché dobbiamo pagare poi un supplemento? ». Proprio il supplemento chiesto ai passeggeri WindJet per la riprotezione sui voli di altre compagnie aeree è al centro delle polemiche, non solo dei viaggiatori ma anche delle associazioni dei consumatori. Il Codacons, per esempio, sta studiando la possibilità di una class action da parte dei viaggiatori che in questi giorni hanno subito la cancellazione del volo o pesanti ritardi e infinite attese presso gli aeroporti. «L’ unica strada percorribile e davvero efficace è quella di una azione risarcitoria collettiva», dice il presidente del Codacons, l’ avvocato Carlo Rienzi, il quale annuncia che si rivolgerà alla Procura di Roma, contestando il reato di truffa ad alcune compagnie per il rincaro delle tariffe nell’ attuare la riprotezione dei passeggeri. L’ associazione dei consumatori ha quantificato in 80-120 euro il supplemento che molti si troveranno a pagare. Molto più caro rischia di costare il rientro agli italiani che sono all’ estero. A un imprenditore pugliese per far rientrare in Italia moglie, suocera e due figlie (una di un anno e l’ altra di quattro) da una vacanza a Mosca, il “supplemento” è di oltre 1.200 euro, per un pacchetto Wind Jet che l’ uomo aveva pagato in tutto 608 euro, «prenotando in anticipo proprio per risparmiare». «In questo modo l’ immagine dell’ Italia all’ estero subisce un danno irreparabile», lamenta Fortunato Giovannoni, presidente della Fiavet, la Federazione delle agenzie di viaggio aderente a Confcommercio. In effetti negli aeroporti, in attesa di imbarco, sono tanti anche gli stranieri.
 
 

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