Volano i prezzi alla produzione. Dal Codacons l`allarme-consumi
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fonte:
- Il Campanile
Per Confcommercio, l`accelerazione dei prezzi alla produzione “è un elemento di forte preoccupazione“ in quanto la crescita riflette le tensioni che da “tempo si registrano a livello internazionale sulle materie prime, in particolare il petrolio, e che non accennano ad attenuarsi“ A marzo i prezzi alla produzione hanno registrato un incremento su base annua del 6,3% mentre su base mensile sono cresciuti dello 0,8%. Lo comunica l`Istat precisando che l`indice al netto dell`energia ha segnato una variazione congiunturale pari al più 0,4%, mentre quella tendenziale è stata pari al più 3,6%. La variazione della media dell`indice generale negli ultimi dodici mesi rispetto a quella dei dodici mesi precedenti è risultata pari al più 4%. La variazione della media dell`indice generale dei primi tre mesi del 2008 rispetto a quella dei primi tre mesi del 2007 è stata pari al più 5,9%. Nei primi tre mesi dell`anno, l`incremento più elevato rispetto allo stesso periodo del 2007 è stato registrato dal raggruppamento dell`energia (più 15,5%). Gli aumenti congiunturali più significativi si evidenziano nei settori dei prodotti petroliferi raffinati (più 4,9%), dei metalli e prodotti in metallo (più 1,2%), dei prodotti delle miniere e delle cave (più 1,2%) e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 0,6%). Variazioni in diminuzione si registrano nei settori del legno e prodotti in legno (esclusi i mobili) (meno 0,3%) e nei settori dei prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali, degli articoli in gomma e materie plastiche, dei prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (per tutti meno 0,2%). Rispetto al mese di marzo 2007, gli aumenti più rilevanti sono stati registrati nei settori dei prodotti petroliferi raffinati (più 30,2%), dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 10,6%) e dei prodotti delle miniere e delle cave (più 9,9%). L`unica variazione tendenziale in diminuzione è stata riscontrata nel settore del cuoio e prodotti in cuoio (meno 1,7%). Per Confcommercio, l`accelerazione dei prezzi alla produzione “è un elemento di forte preoccupazione“ in quanto la crescita riflette le tensioni che da “tempo si registrano a livello internazionale sulle materie prime, in particolare il petrolio, e che non accennano ad attenuarsi“. Il protrarsi di questa situazione – si legge in una nota, – “allontana le prospettive di ridimensionamento delle dinamiche inflazionistiche al consumo e rischia di accentuare, con una crescita dei costi, i problemi delle piccole e medie imprese che già scontano gli effetti di una stagnazione dei consumi che, in assenza di misure di sostegno al mercato interno, è destinata ad assumere le sembianze di una vera e propria recessione nei prossimi mesi“. I dati resi noti dall`Istat sui prezzi alla produzione dei prodotti industriali dimostrano il fatto “che l`inflazione è la vera priorità del Paese“. Lo dice senza mezzi termini il Codacons, precisando che le cifre sono “l`ennesima prova che, nonostante gli aumenti già registrati, ci sono anche ora forti spinte inflattive e i prezzi sono destinati a salire ulteriormente, gravando sulle tasche dei consumatori finali ormai già impossibilitati a raggiungere la terza settimana del mese“. A preoccupare, in particolare, “è il comparto energetico (più 15,5% nel primo trimestre 2008 rispetto al 2007) e quello alimentare (10,6% annuo e +0,6% su febbraio)“.
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