16 Settembre 2015

Vittime di telemarketing molesto? Come difendere la propria privacy

Vittime di telemarketing molesto? Come difendere la propria privacy
su internet il modulo per denunciare al garante comportamenti scorretti

ROMA – “Offriamo”, “proponiamo”, “lo sa che può risparmiare” e chi più ne ha più ne metta. È il repertorio per acchiappare qualche cliente in più. Per giunta a tutte le ore del giorno, comprese quelle che tradizionalmente sono dedicate ai pasti principali e, peggio, durante le ore di riposo pomeridiano, quando magari e vietato eseguire lavori pubblici e casalinghi rumorosi, ma non vi e alcun limite alla possibilità di tempestarci di telefonate pubblicitarie. D’ altronde se il marketing, per qualcuno almeno, e l’ arte che combina sensibilità sociale e verve comunicativa, il telemarketing e più che altro un gioco psicologico neppure troppo sottile, sebbene efficace. Tutti, ormai, siamo sollecitati settimanalmente da questa o quella società con il solo scopo di farci accettare il servizio che vogliono venderci. Ma che, molto spesso, non ci serve sebbene convenga. Nell’ epoca del tutto online, che ci impone di acconsentire continuamente al trattamento dei nostri dati personali, esiste una formula particolarmente voluta e ricercata come strumento di vendita, ovvero la classica telefonata. Il telemarketing fin troppo spesso però viene svolto in maniera selvaggia e con modalità fastidiose. Da qui l’ iniziativa di Codacons che individua in un certo modus operandi delle vere e proprie violazioni della privacy e le assimila a molestie, passabili di denuncia. In tal senso il sodalizio ha predisposto sul proprio sito un modello, da scaricare e compilare, per raccogliere tutte le segnalazioni e porterà la situazione all’ attenzione del Garante per la protezione dei dati personali. Infatti, sebbene la legge stabilisca che gli operatori di telemarketing possono legittimamente effettuare chiamate solo se hanno ottenuto l’ esplicito consenso dell’ interessato emerge come molto spesso si viene contattati anche senza alcun consenso. Si tratta spesso di enti, società terze, rispetto a coloro a cui si e fornito il consenso, ad effettuare telefonate a raffiche. E nonostante il Codice della privacy preveda anche la possibilità di revocare tale consenso, spesso non basta. Una volta entrati nelle mire commerciali di società di fornitura di energia elettrica, di operatori telefonici o della pay -tv sembra impossibile uscirne. Se neppure grazie al Registro delle oppo sizioni, costituito proprio per questo scopo, si riesce ad essere lasciati in pace non rimane che denunciare i molestatori, al Garante per la protezione dei dati personali e anche alla Procura della Repubblica. Secondo i legali di Codacons, infatti, insistenti telefonate non desiderate, ripetute nel tempo, possono configurare il reato di molestia. L’ anello debole, tra i tartassati, sono le fasce culturalmente fragili e gli anziani. Questi soggetti fanno fatica a difendersi perche spesso versano nel disagio della solitudine e sono psicologicamente vulnerabili, specie se messi davanti ad acrobazie linguistiche ed equivoci artatamente creati. Gli equivoci nascono particolarmente per due grossi marchi nel campo della fornitura dell’ energia elettrica. Adesso però e intervenuta l’ Autorità per l’ energia, per rimuovere ogni rischio di confusione. Twitter: @gaetanopicc.
gaetano piccione

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