1 Marzo 2011

“Via la tassa sulla telefonia”, scattano i ricorsi

«Via la tassa sulla telefonia», scattano i ricorsi
 

La commissione tributaria regionale del Veneto riconosce l’ illegittimità della tassa governativa sull’ abbonamento al telefono cellulare e il Codacons avvia la campagna per chiedere i rimborsi all’ agenzia delle Entrate. «Tutte le persone che in questi anni hanno versato indebitamente questa tassa – dice l’ avvocato Vitto Claut, presidente del Codacons regionale – possono compilare il modulo che la nostra associazione ha predisposto e inviarlo direttamente all’ Agenzia delle Entrate. A breve sarà scaricabile anche direttamente dal sito internet del Codacons». L’ associazione dei consumatori fa riferimento alla sentenza della Commissione tributaria regionale del Veneto pronunciata il 5 gennaio scorso. «Tale sentenza – si legge nel prestampato – ha, infatti, riconosciuto l’ illegittimità assoluta della tassa, corrisposta successivamente all’ entrata in vigore del codice delle telecomunicazioni e ha previsto la possibilità di ottenere il relativo rimborso». Nel modulo inviato all’ Agenzia delle Entrate – con tanto di dati personali, del contratto e importo della somma sborsata mensilmente per la tassa – si chiede «la restituzione della somma indebitamente versata a titolo di tassa di concessione governativa dalla stipula del contratto a oggi. Si avvisa che in caso di esplicito rifiuto o di silenzio rifiuto, decorsi 90 giorni dalla presentazione della domanda si proporrà ricorso alla Commissione tributaria provinciale competente». Dice la sentenza del 5 gennaio scorso: «Si deve dunque ribadire che, poiché la tassa di concessione governativa va corrisposta là dove la legge imponga come obbligatoria una concessione o una autorizzazione per l’ esercizio di una determinata attività, mentre l’ attività di chi detiene e si serve di un telefono portatile sulla base di un contratto con una società fornitrice di servizi di telefonia mobile non è sottoposta dalla legge ad alcun tipo di provvedimento amministrativo concessorio o autorizzativo, sia pure implicito, non vi è più il presupposto per l’ applicazione della tassa sulle concessioni governative, che quindi non è dovuta». Forte di questa interpretazione – per altro confermata da molte sentenze di primo grado emesse anche dalla commissione tributaria provinciale di Pordenone – l’ associazione dei consumatori ha promosso spinge tutti gli utenti interessati a farsi avanti con l’ Agenzia. Ogni mese chi è titolare di abbonamento di telefonia mobile versa allo Stato 5,16 euro di concessione governativa – se il contratto ha come titolare un privato – e 12,91 euro se l’ utenza è "business". ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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