14 Luglio 2005

Via al Patto della pizza




(m.c.) È cominciato tutto a Saint Vincent, in occasione della sessantesima Assemblea della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe). Ad Aosta il presidente della più rappresentativa organizzazione dei Commercianti, Sergio Billè, ha rilanciato la proposta fatta nel corso della trasmissione “Porta a Porta“, per ridurre il prezzo della pizza e fare in modo che i consumatori riprendano ad uscire di casa. Il “Patto della pizza“ è un accordo con le pizzerie che prevede un prezzo calmierato da 7 a 7,50 euro per un giorno alla settimana, per chi decide di concedersi pizza margherita, bibita e caffé. Allo stato attuale le adesioni a livello nazionale sono poco più di 170, su 15mila pizzerie associate alla Fipe-Confcommercio. A Vicenza l`Associazione non si è ancora attivata, ma sicuramente ci sarà un boom di adesioni, come nel resto della Penisola. Dalla Confcommercio provinciale, infatti, il vide direttore Ernesto Boschiero fa sapere che «l`iniziativa della sede centrale non era stata portata a conoscenza delle sedi locali, perciò il numero di adesioni è ancora così basso. Questo operazione mira ad incentivare il consumo di pasti fuori casa, al di fuori di quelli di lavoro, consentendo alla gente di spendere poco ed alle pizzerie di lavorare anche nei giorni in cui l`attività è più fiacca». Le Associazioni di consumatori assumono un atteggiamento contrastante in merito all`iniziativa. Per il Codacons «si tratta di una buona notizia, anche se tardiva, considerati gli aumenti praticati nella ristorazione dal 2001 a oggi. L`iniziativa potrebbe avere un seguito se venisse estesa anche ai ristoranti, con un menù di varie portate ad un prezzo massimo di 12 euro“. Per Adiconsum “il Patto“ non è altro che una trovata propagandistica: «Dover pagare 7 euro», commenta Renato Lanaro, segretario provinciale Adiconsum, «per una margherita ed una bibita è davvero esoso». Non è certo in questo modo che si risolve il problema del caro euro che sta soffocando le famiglie, ma rivedendo i prezzi dei prodotti di largo consumo: carne, verdura, olio e latte». Per la Confesercenti l`iniziativa può essere una buona opportunità, per consumatori e commercianti. «Il Patto della pizza», spiega Ornella Vezzaro della Confesercenti vicentina, «può rappresentare un`occasione per i commercianti per promuovere la propria attività e per i cittadini per uscire con la famiglia e stare un po` assieme. Si tratta di un`idea che in altri settori, come il cinema, è da tempo in voga e funziona. Potrebbe rappresentare un lenitivo alla crisi della ristorazione, ma sarà difficile che trovi applicazione anche nei centri storici, nonostante la situazione sia davvero critica, specie nel centro di Vicenza». Il presidente vicentino della Fipe-Confcommercio, Lorenzo Rizzi è ottimista e crede che quest`iniziativa possa stimolare la gente ad uscire di casa e gustarsi una buona pizza. «Proprio in questi giorni», sottolinea Rizzi, «abbiamo spedito agli esercizi vicentini associati alla Fipe le schede di adesione all`iniziativa, quindi presto potremo sapere quali saranno le pizzerie aderenti, che potranno essere consultate nel sito: www.pattodellapizza.it».

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