3 Luglio 2013

Via ai saldi con l’ incubo della crisi

Via ai saldi con l’ incubo della crisi
Sabato la partenza I
potenziali acquirenti scendono al 47%CONFESERCENTI: CON O SENZA SCONTI
ANCORA FERMI SETTORI COME ABBIGLIAMENTO E SCARPE UN TEMPO AL TOP NEI
PERIODI PROMOZIONALI LE PREVISIONI

Che l’ arrivo dell’ estate si porti dietro anche l’ apertura della stagione dei saldi è un fatto, oggi, talmente noto quanto irrilevante, se si tiene conto della scarsa ? se non, in molti casi, assente ? capacità d’ acquisto dei romani. In via Frattina, Simona Camerini scruta con attenzione un abito esposto in un negozio di abbigliamento; il titolare sta già decorando le vetrine in vista dei saldi che, a Roma, partiranno ufficialmente sabato. Sconti dal 30 al 50%, si legge in controluce sotto la carta che li copre. «Ma sto solo guardando», si affretta a dire Simona, quasi per giustificarsi di quell’ attenzione data a un vestito, che potrebbe starle anche molto bene. «Ho pagato le tasse, devo comprare i libri di scuola per mio figlio, vorrei andare qualche giorno in vacanza ? continua ? non credo che mi resterà molto altro da spendere». Simona è una libera professionista, non è ricca ma neanche povera. Di donne come lei Roma è piena e come Simona moltissime saranno quelle che resteranno, in queste sei settimane di svendite, soltanto a guardare. LA CONCORRENZA Il Codacons ha già tirato giù delle previsioni poco rassicuranti sull’ andamento del periodo di saldi estivi. Le cui vendite, è bene ricordarlo, rappresentano il 35% del fatturato annuo di un’ attività commerciale. L’ associazione dei consumatori preannuncia temporali all’ orizzonte: un meno 13% nelle vendite rispetto al 2012, con picchi addirittura del 20% in quei negozi di periferia soggiogati dalla concorrenza, seppur sempre più debole, dei centri commerciali. Scende anche la percentuale di chi potrà permettersi il lusso di comprare qualcosa. Se nel 2012, infatti, a spendere, sotto i saldi, è stata più della metà delle famiglie romane (il 55%), quest’ anno la fetta di compratori si riduce al 47%, con acquisti che andranno dai 78 agli 85 euro. 20% la riduzione delle vendite nella Capitale in questa stagione La Confesercenti, dal canto suo, parla, invece, di una spesa a famiglia che oscillerà, in queste sei settimane, tra i 150 e i 180 euro. E benché il dato della capitale sia più basso rispetto a quello nazionale, che conteggia già una riduzione del 20-22% sulle vendite dei saldi estivi, a Roma neanche i turisti saranno così bravi a tenere alti i consumi. Molti di loro si raggruppano solo nel centro e rappresentano quella tipologia di villeggianti che arriva in città, la scopre e la ammira in una giornata, e riparte portandosi via appena qualche souvenir. LA TENDENZA Il trend negativo sulle vendite, registrato nei primi tre mesi del 2013 dall’ ufficio studi della Confcommercio, e pari al -6,5%, continuerà a crescere nelle prossime settimane. Saldi o non saldi gli acquisti restano fermi, soprattutto in quei settori ? come l’ abbigliamento e le calzature ? che dovrebbero essere i fiori all’ occhiello delle vendite promozionali. «Dal 2008 al 2012 le quote di spesa dedicate all’ abbigliamento e alle calzature dalle famiglie romane si sono ridotte del 30%», afferma Valter Giammaria, presidente della Confesercenti Roma. PREZZI STABILI Per il mese di luglio la Confcommercio prevede una sostanziale stabilità dei prezzi al consumo, con una variazione congiunturale che raggiunge appena lo 0,3%. Nessuna ripresa imminente, dunque, che valga la pena aspettare. D’ altronde la capacità d’ acquisto delle famiglie e dei singoli si è andata riducendo ancora di più nell’ ultimo anno a causa del peggioramento delle condizioni di lavoro: il tasso di disoccupazione a Roma è passato dal 5,8% del 2007 a oltre il 9% del 2012. Dati alla mano, appare evidente che il problema su cui molti si arrovellano è, allora, molto diverso dal dubbio su quale tipo di scarpe comprare in saldo. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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