15 Febbraio 2019

VERDE PUBBLICO ABBANDONATO FRA DUE ANNI SCOMPARIRÀ

di MICHELE LAGROTTA* Ho segnalato più volte che il verde pubblico in città si trova in condizioni pietose. Alberi, arbusti, siepi, bordure e spalliere sono da tempo immemore in agonia. I prati sul fondo delle aiuole sono di colore giallo per la clorosi; ampie superfici spelacchiate sono dimore incontrastate dei randagi; sotto lo strato di terreno, le radici sono mangiate dal grillotalpa detto «araturu». C’ è totale assenza di manutenzione, solo di tanto in tanto viene eseguito lo sfalcio dei prati all’ ingresso della superstrada. Non ci sono interventi di rigenerazione per i cosiddetti prati polifiti permanenti, quali irrigazioni di soccorso, concimazioni organiche ed inorganiche, rimozione manuale delle erbe invadenti ed infestanti che rendono i prati asfittici a causa della gramigna e del cyperus, piante stolonifere che si riproducono in modo impressionante. Sono in tutto 40 gli imputati per il quale è stato disposto il rinvio a giudizio nell’ ambito dell’ udienza preliminare scaturita dall’ inchiesta sugli alloggi popolari. Fra gli altri, il gup Edoardo D’ Ambrosio ha mandato a processo anche l’ ex assessore al bilancio Attilio Monosi, l’ ex consigliere comunale del Pd Antonio Torricelli e l’ ex assessore Luca Pasqualini. Per loro l’ inizio del dibattimento è fissato per il prossimo 8 aprile. In sei, invece, hanno chiesto di poter essere giudicati con rito abbreviato. Fra le parti civili l’ inquilino che con la sua denuncia ha messo in moto le indagini, il Comune di Lecce, Arca Sud e Codacons.

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