Vendite al dettaglio in retromarcia
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Soffre la grande distribuzione: 3,2% per gli ipermercati Nel settore non alimentare la flessione dura ormai da 30 mesi
ROMA ? I consumi delle famiglie continuano a contrarsi. Secondo l`Istat, in luglio le vendite al dettaglio hanno denunciato una diminuzione del 2,1% su base annua, e le vendite sono calate del 2,1% tanto nel settore alimentare che in quello non food. Tra giugno e luglio le vendite hanno dovuto fare i conti con un calo complessivo dello 0,3 per cento.
Le regioni settentrionali hanno fatto segnare un calo tendenziale dello 0,7% e quelle centrali del 2,9%. La situazione si è rivelata negativa anche al Sud, dove il rallentamento ha raggiunto il 4,1 per cento. Le variazioni negative più sostenute si segnalano per l`informatica, le telecomunicazioni e gli articoli sportivi ( 2,9%), seguiti dalla profumeria ( 2,8%) e dai supporti magnetici ( 2,6%).
La grande distribuzione accusa a luglio una flessione del 2% nel complesso. Sempre più stentata la dinamica delle imprese che operano su piccole superfici, che hanno dovuto fare i conti con un taglio del 2,2%, perdendo quindi oltre quattro punti percentuali se si considera la dinamica dell`inflazione.
Nell`ambito della grande distribuzione, ad accusare un passo falso sono stati gli ipermercati, che hanno perso il 3,2 per cento. Aumenti si segnalano solamente per gli esercizi specializzati, che limitano l`incremento dello 0,2 per cento. In perdita invece gli hard discount, dove le vendite sono scese dell` 1,4%, e i supermercati, con un calo dell` 1,9 per cento.
Nei primi sette mesi del 2005 infine le vendite hanno fatto registrare una diminuzione dello 0,8%, con un modesto incremento dello 0,2% per la grande distribuzione e un calo dell` 1,4% per le piccole imprese. La flessione delle vendite si attesta a quota 3,3%, al netto della variazione dei prezzi, rileva Confcommercio in una nota e parla di « pericolosa escalation » . Particolarmente grave ? conclude Confcommercio ? « è la contrazione nel comparto non alimentare, in crisi ininterrotta da oltre 30 mesi: grande distribuzione e piccole superfici accusano entrambe una riduzione delle quantità vendute nell`ordine del 3,7 3,8% » .
Secondo Confesercenti i consumatori tirano i remi in barca, perché sfiduciati e costretti a destinare maggiori risorse soprattutto per le tariffe e per acquistare benzina, e rilancia la richiesta di una riduzione delle accise.
« Il calo delle vendite al dettaglio è un`ulteriore grave conferma della crisi nella quale versa la nostra economia, che ricade prima di tutto sui ceti popolari e sulle famiglie » ha affermato il segretario confederale Cisl, Pierpaolo Baretta. « La riduzione del potere d`acquisto delle pensioni e dei salari a seguito dell`effetto euro, della mancata rivalutazione del reddito, dell`aumento dei prezzi e delle tariffe sta determinando un generale impoverimento ? ha aggiunto ?. Ciò non riguarda ovviamente i possessori di grandi rendite, tassate meno degli altri Paesi europei » .
« Le famiglie sono costrette a rinunciare anche agli acquisti primari, come quelli alimentari » sottolinea l`Intesaconsumatori. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori la situazione è « destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi, quando sugli italiani si abbatterà una mazzata da almeno 60 euro a famiglia, per gli aumenti delle tariffe luce e gas » .
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