7 Dicembre 2005

Uova marce nei cibi: 20 arresti in 7 regioni

Uova marce nei cibi: 20 arresti in 7 regioni


BOLOGNA Uova putrefatte e destinate allo smaltimento, che venivano invece riciclate per la produzione di dolci, merendine per bambini, gelati, pandori, panettoni e per la pasta all`uovo. Il traffico, sgominato dai Nas, si avvaleva della compiacenza di ditte specializzate nello smaltimento dei rifiuti pericolosi, che attestavano falsamente l`avvenuta distruzione delle uova brulicanti di muffe, vermi e parassiti, a volte con il feto dei pulcini. Le uova venivano invece recuperate, ripulite con sostanze chimiche, centrifugate e trasformate in una poltiglia a base d`uovo (ovoprodotti) e vendute a un prezzo stracciato alle grosse industrie italiane agroalimentari, del tutto ignare però del traffico illecito che si era consumato a monte della filiera. Industrie che, a loro volta, trasformavano gli ovoprodotti in prodotti finiti e ben confezionati, che sarebbero arrivati sugli scaffali dei supermercati se non fosse stato per l`indagine condotta per due anni dai Nas e coordinata dalla Procura di Bologna. Nove le aziende alimentari poste sotto sequestro ieri all`alba dai carabinieri; 60 le persone finite sotto indagine (alcune hanno collaborato); 27 le ordinanze cautelari che hanno portato a otto arresti e a 12 detenzioni domiciliari; e a sette provvedimenti d`interdizione dell`attività professionale e imprenditoriale. Sono questi i numeri dell`Operazione Fedro dei carabinieri che hanno sgominato un sodalizio ramificato tra Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Piemonte, Veneto e Lombardia, con tentacoli che arrivavano fino in Spagna, Olanda, Francia e Inghilterra. Le nove aziende sequestrate – Fattorie Caiconti (Forlì-Cesena); Biovo (Treviso); Uovadoro (Verona); Volcar (Verona); Angonova (Cuneo) Agricola Tre Valli (Verona), Fattorie Guglielmi (stabilimento a Mantova, sede legale a Forlì); Bionature Agroalimentari (sede legale a Ravenna, stabilimenti a Torino e Cuneo) – acquistavano uova di scarto destinate allo smaltimento, le ripulivano e le deodoravano con prodotti chimici, poi le trituravano riducendole in poltiglia. Dentro c`era di tutto. Anche i prodotti di scarto degli incubatoi, dove venivano tenute le uova da pulcino. Affinché la poltiglia avesse il giusto ph, veniva trattata col cloro, poi pastorizzata. Un procedimento che porta però alla formazione di sostanze (come l`istamina, la cadaverina e la putrescina) molto nocive per la salute dell`uomo. In questo modo l`organizzazione ci guadagnava sia dribblando le spese di smaltimento dei rifiuti, sia sulla vendita degli ovoprodotti alle ignare industrie alimentari. I carabinieri del Nucleo anti sofisticazione – che hanno sequestrato 60.540 chili di prodotto a base di uova e 32 milioni di uova – assicurano comunque che i prodotti finiti contaminati non sarebbero mai arrivati sul mercato. Anche la Procura di Bologna ha cercato di disinnescare l`allarme. “È un`inchiesta che ha accertato fatti molto gravi ma non un fenomeno. E comunque non c`è allarme – ha detto il pm di Bologna Lorenzo Gestri, titolare dell`inchiesta insieme all`aggiunto Silverio Piro – al contrario abbiamo potuto apprezzare l`efficienza dei sistemi di controllo a tutela dei consumatori“. Gli indagati dovranno rispondere di associazione a delinquere finalizzata all`adulterazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e adulterate, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari falsamente indicate come genuine. Le indagini sono cominciate nel 2003 dopo una denuncia per furto a Bologna. In uno dei 16 stabilimenti di Eurovo – gruppo leader in Italia e in Europa nella produzione di ovoprodotti e ovoderivati – vengono trafugate 20 cisterne, contenitori metallici per il trasporto di prodotti tossici. L`azienda se ne accorge e denuncia il furto. Scattano le indagini. Gli inquirenti scoprono che l`organizzazione, in un primo tempo operante a Bologna, si è sviluppata come una fitta ragnatela in Italia e all`estero. Intanto, alla luce di questa ultima maxi frode alimentare, la Coldiretti ha alzato la voce perché venga al più presto istituita l`Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Non c`è più tempo da perdere. Mangiare una fetta di pandoro non può trasformarsi in una roulette russa. Putrescina e cadaverina sono molecole altamente nocive che si formano durante la decomposizione di un organismo. E un medico al cospetto di un paziente intossicato raramente potrebbe immaginare tali cause per spiegare i disturbi e curarli. Erano presenti nelle uova marce. A spiegare i rischi che si corrono nell`ingerire tali prodotti è Settimio Grimaldi, biofisico dell`Istituto di neurobiologia del Cnr di Roma, nonché consulente esterno del Codacons: “Sono molto pericolose per l`organismo umano. Possono essere anche mortali. Ovvo il grande rischio si ha se vengono ingerite in certe quantità. Non succede nulla d`irreparabile se una persona ha mangiato un paio di grissini o un piatto di pasta contaminata in scarsa parte dalle uova marce. E` talmente irrisoria la quantità di putrescina e cadaverina che è assai difficile avere una reazione dell`organsmo. In effetti un problema però c`è: durante la lavorazione del prodotto da commercializzare (biscotti, panettoni, pasta o dolci) si arriva ad altissime temperature e ciò elimina sicuramente i vermi ma non le muffe e nemmeno certi batteri tossici. Anche a 200 gradi queste due terribili sostanze non smettono di essere attive. Quindi rimangono presenti anche nel prodotto alimentare“. Continua l`esperto: “Per la salute considerando che ogni alimento viene assunto in moderate quantità, diciamo che il rischio non è elevato. Ma se parliamo di bambini e persone anziane o malati, allora il discoso cambia. Un bimbo mangia quasi tutti i giorni merendine, biscottini, dolci, la pasta e magari il gelato. Se tutti questi cibi sono stati prodotti usando le uova marce è evidente che il livello di tossicità è maggiore. Il bambino diventa un bioaccumulatore di sostanze tossiche. E il danno, per la salute, è quindi molto probabile“.

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