3 Dicembre 2003

Una proposta: potremmo aiutare i prodotti “made in Basilicata”

Le previsioni della vigilia non sono banalmente euforiche, ma non è che non c`è nessuna via d`uscita a portata di mano
Consumi, dove va la tredicesima?

Matera  Secondo le stime preliminari dell`Istat l`inflazione a novembre sarebbe scesa al 2,5 per cento dal 2,6 per cento di ottobre. L`Intesa dei consumatori, che da sempre contesta i dati dell`istituto di statistica più vicini a una favola che a un rilievo preciso della realtà dei prezzi, commenta così la notizia: «Per l`Istat 2 + 2 = 3».

È la premessa al discorso natalizio. Periodo climaticamente freddo, questa volta destinato ad essere gelido. L`Intesa dei consumatori non vede perchè sbracarsi in previsioni ottimistiche. Anzi, a suo modo di vedere, è «irresponsabile invitare i consumatori a spendere». I riferimenti riguardano Confcommercio e Confesercenti.

Siamo sicuri, si chiede l`associazione, che per i pranzi e le cene di Natale e Capodanno gli italiani non baderanno a spese? «La tredicesima degli italiani – afferma l`Intesa – non potrà essere destinata né alle spese natalizie, né al risparmio, perché erosa da due anni di aumenti di prezzi e tariffe, e perché verrà utilizzata per pagare mutui, bollette e debiti contratti a causa del caro-vita dilagante. Sarà il natale più nero degli ultimi 50 anni».

Adoc, Adusbef, Codacons e Fderconsumatori contestano letture che considerano fuorvianti. Chi pensa che ci sarà maggiore propensione a spendere sbaglia. «Al contrario – fanno notare – le famiglie acquisteranno meno prodotti, ma a prezzi sensibilmente più alti rispetto il 2002, ed ecco spiegati gli aumenti di spesa previsti. Non capiamo proprio l`ottimismo dei commercianti e il loro invito a spendere rivolto alle famiglie che con il proprio reddito a malapena riescono ad arrivare a fine mese. Gli esercenti bene farebbero ad aderire alla campagna dell`Intesa "Salviamo la tredicesima", che oramai sembra, assieme ai saldi che partiranno il 7 gennaio, l`unica possibilità per i cittadini per riuscire a passare serene festività acquistando a prezzi scontatissimi in 100 città italiane».

Tra le sigle dell`Intesa, lancia una proposta recisa Federconsumatori. «Diamoci una mano e compriamo lucano». L`iniziativa è rivolta ai consumatori di Basilicata ed ai lucani di altre città italiane e all`estero. In pratica, s`intende ridare valore all`economia locale dopo essere stata messa in ginocchio dal decreto legge del governo Berlusconi del 13 novembre scorso, che indicava Scanzano jonico quale sito unico nazionale per le scorie nucleari. I danni stimati superano i 15 milioni di euro nel settore agricolo e ortofrutticolo. E sono ancora incalcolabili quelli del settore turistico e dell`indotto o di altri settori che hanno risentito della psicosi "scorie radioattive a Scanzano per decreto". Ora la ripresa non è cosa semplice. E chi ci ha penalizzato, deve risarcirci o sentirsi in dovere di chiedere scusa. Ma non ci facciamo illusioni, questo non succederà ed ancora una volta dovremo fare da soli. Ecco perché Federconsumatori insieme ad alcuni amici si sta facendo promotrice di una campagna per l`acquisto consapevole finalizzato a far comprare «solo» lucano. Nessuno ci può vietare di contribuire a risollevare la nostra economia. L`invito è quello di aderire per organizzare tutti assieme una iniziativa forte e congiunta e di ampia vivibilità: sia di immagine, con conferenze stampa, comunicati, etc; sia concreta, con l`invito esplicito ai consumatori con manifesti e volantini nei negozi lucani della Basilicata e di tutta Italia predisponendo al loro interno apposti spazi espositivi e di vendita di prodotti lucani a prezzi promozionali e comunque convenienti per i consumatori».

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