Una Pasqua in chiaro-scuro
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fonte:
- Il Messaggero
PERUGIA – Una Pasqua in chiaro-scuro sospesa tra aumenti soft ed una generale tendenza alla prudenza. Nessun particolare sussulto nella borsa della spesa con le famiglie umbre che in media, per il pranzo di domenica “investiranno“ dai 160 ai 210 euro, dai 20 ai 30 euro in più rispetto allo scorso anno con quantità consumate in linea con il passato. Qualche ritocco in vista per qualche prodotto tradizionali anche se in generale la tendenza, nei negozi come nei supermercati, è quella di offrire un carnet di offerte speciali dedicate alla Pasqua, dalle colombe ai formaggi per cucinarsi in casa la torta salata. E mentre sulle carni di agnello la grande distribuzione sta operando una vistosa campagna al ribasso, per una massaia umbra su due è sempre la qualità a guidare le scelte negli acquisti alimentari. Sull`ottovolante i prezzi dell`ortofrutta che per alcuni prodotti (dai carciofi alle melanzane) nei prossimi giorni potrebbero salire dal 5 al 50%. I conti delle associazioni dei consumatori umbre parlano di aumenti di poco superiori al tasso annuale di inflazione. Per il Codacons per il pranzo di Pasqua si spenderanno circa 160 euro, mentre stando ad una indagine di Confconsumatori la spesa potrebbe salire fino a 210 euro. “Ci sono tendenze discordanti sui prezzi – spiega il presidente regionale, Salvatore Lombardi – con agnello e uova di cioccolata di marca, in salita, mentre altri prodotti, come carciofi e pizze dolci e salate in discesa. Ma anche se si parla di aumenti di poco superiori al tasso d`inflazione (1,9%) la situazione media regionale è ancora di difficoltà“. Velato ottimismo nei negozianti, con Pietro Passeri, presidente degli alimentaristi di Confcommercio Perugia, che con riferimento ad una possibile previsione di spesa, parla di “sensazione buona anche se per certi prodotti tradizionali, la presenza sugli scaffali quasi tutto l`anno ha ridotto la spinta all`acquisto delle feste“. Prezzi e qualità stabili con il solito rush finale in vista, nel mercato delle carni anche se Oriando Cardinali, presidente regionale di Federcarni, parla di “sconquasso generato dai prezzi sottocosto dell`agnello nella grande distribuzione“.
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