22 Marzo 2010

Una crisi da record

 
E’ vero, c’è la crisi, le famiglie stanno ancora pagando amaramente i venti gelidi che arrivano dall’economia, a colpi di posti di lavoro persi, maggiore precarietà dei figli e redditi in costante calo.
Ma non è tutto. Negli ultimi due anni c’è stato infatti un crollo dei consumi ma in questo scenario complicato le famiglie sono soffocate dalle cosiddette spese fisse, che ormai incidono per il 30% e oltre della loro spesa.
Lo rivela una indagine dell’Ufficio studi di Confcommercio, che ha analizzato la situazione dei consumi familiari dal 1970 a oggi. Risultato, telecomunicazioni, informatica e sanità sono le voci di consumo cresciute di più ma dall’altra il continuo aumento delle spese fisse (vedi affitti, utenze domestiche, servizi bancari e assicurativi).
Nel 1970 pesavano per il 18,9% sul totale dei consumi nel 1970, nel 2008 viaggiamo a oltre il 30%. Un fattore che, in combinazione con la recessione, ha stroncato i consumi. Non a caso il mix è esplosivo, al punto che – dice l’indagine – tra 2008 e 2009 viene registrato un biennio appena come uno dei più difficili, assieme all’anno 1993 (-3,1% i consumi sul territorio), sul versante della spesa reale delle famiglie italiane.
Ma attenzione, dice Confcommercio, nel solo 2009 si è ridotta la spesa reale per servizi, e questo è un fatto praticamente sconosciuto negli ultimi 40 anni, neppure nel fatidico ’93 si era vista una cosa del genere. Lo studio di Confcommercio rilancia i timori delle associazioni dei consumatori, che da mesi sono allarmate.
“La crisi economica è tutt’altro che alle spalle – commenta ad esempio il presidente Codacons, Carlo Rienzi – e il calo dei consumi è il segnale primario delle difficoltà in cui versano le famiglie italiane, migliaia di queste a rischio bancarotta”.
Il Codacons rilancia, dice che il governo deve intervenire con misure urgenti, stanziando incentivi davvero utili nel settore alimentare e in quello della casa, esigenze realmente primarie per i cittadini.
“Serve poi una sensibile riduzione dei prezzi allo scopo di far riprendere i consumi. Riduzione – aggiunge spiega Rienzi – da realizzare attraverso un netto taglio alla filiera produttiva e mediante una lotta serrata alle speculazioni specie nel settore alimentare e il quello dei carburanti”.

 

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