15 Ottobre 2017

«Un’ inaccettabile gogna social»

 

«ANCHE nel caso, tutto da verificare vista la difformità delle versioni, che in quegli attimi di concitazione e preoccupazione alla ristoratrice sia sfuggita una parola sbagliata, la gogna social a cui è stata sottoposta è assolutamente inaccettabile». Si esprime così il segretario di Confcommercio Fano, Francesco Mezzotero, a proposito del presunto atto di discriminazione nei confronti di una 47enne malata di epilessia di Fabriano che sarebbe avvenuto al rotorante Boy, nota struttura del lungomare marottese. La donna si sarebbe accasciata mentre era al tavolo con il marito, il quale ha poi riferito di essere stato redarguito dalla titolare, Mirella Piersanti, che avrebbe avuto da ridire sull’ opportunità di uscire a cena data la particolare patologia della donna. Il caso, riportato anche sui social, ha scatenato l’ indignazione – a tratti anche feroce – del web. «Invece – dice Mezzotero -Mirella ha solo chiesto ‘che cosa devo fare con le pizze?’. È possibile che abbia aggiunto ‘Ci siamo tutti un pò spaventati’, ma solo per sdrammatizzare, per sciogliere la tensione». «IL CODACONS che chiede il ritiro della licenza; gli insulti su Facebook; le telefonate denigratorie al locale. Ma dove siamo arrivati?» riprende il responsabile di Confcommercio, che aggiunge: «Vorrei far notare a tutti, in particolare a chi posta messaggi assurdi sui social da località lontanissime da qui, che stiamo parlando di un ristorante con 40 anni di storia che ogni giorno, e in particolare ogni fine settimana, richiama centinaia di persone. La domenica arrivano gruppi in pullman per pranzarci e questo avviene sistematicamente da decenni. Se la titolare, davvero, fosse la persona insensibile che viene dipinta in queste ore, voi credete che la gente avrebbe continuato a frequentare in modo così massiccio il suo ristorante? Un’ attività di questo tipo, oltre che sull’ indispensabile qualità del cibo, si fonda sull’ accoglienza, sul sorriso, sulla disponibilità. Pensiamoci bene, dunque, prima di arrivare a conclusioni che possono rovinare per sempre un onesto imprenditore». «E POI – aggiunge Mezzotero -, a coloro che su Facebook sono arrivati a suggerire ai dipendenti della struttura di licenziarsi, faccio notare un altro aspetto: in questo ristorante sono impiegate almeno 15 persone d’ inverno e fino a 25 d’ estate, alcune delle quali sono lì da più di vent’ anni. Se esistono rapporti di così lunga storia vuol dire che il datore di lavoro non è certo il brutto soggetto che rischia di emergere dal tam tam mediatico e social di queste ore». «Chiariti questi aspetti – conclude il segretario – auspico che tra Susanna (la 47enne che sabato della scorsa settimana ha avuto la crisi epilettica nel ristorante di Marotta, ndr) e la proprietaria del locale ci sia presto un incontro chiarificatore e distensivo. Personalmente assicuro alla signora Susanna che nei locali di Marotta e di Fano l’ accoglienza e la disponibilità sono massimi, così come la qualità delle proposte gastronomiche». Sandro Franceschetti.

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