truffa ai danni dei consumatori
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fonte:
- la Repubblica
Il Codacons: “Bisogna estendere i controlli“
Una montagna di scatolette era pronta a finire sulle nostre tavole, con il marchio dei migliori prodotti. Sulle etichette di 14 mila confezioni di filetti d`acciughe era scritto: “Olio d`oliva“. In realtà era olio di sansa. Quelle scatolette arrivavano dalla Turchia, non si sa bene da quale stabilimento: fra qualche giorno sarebbero state immesse sugli scaffali della grande distribuzione di città e provincia. Ma sono arrivati prima i funzionari dell`ufficio delle Dogane di Palermo, che hanno fatto scattare il sequestro di tutto il carico. Le analisi della sezione operativa del Laboratorio chimico hanno fugato qualsiasi dubbio: quella merce era davvero di scarsa qualità. Così per l`importatore è scattata una denuncia per tentata frode in commercio. Dice Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons: “Siamo di fronte all`ennesima truffa ai danni dei consumatori, che acquistano prodotti scadenti a prezzi più elevati, convinti di consumare acciughe conservate in vero olio d`oliva“. Dal Codacons arriva un appello a tutte le forze dell`ordine: “I controlli vanno estesi ulteriormente, a tutela del consumatore“. Da mesi, ormai, i funzionari del servizio antifrode dell`Agenzia delle Dogane sono impegnati in una certosina opera di controllo. Qualche giorno fa era stata individuata una partita di 50 mila bottiglie di olio alimentare. Sulle etichette era segnato: “Azeite de oliva extra virgem – Primeira Prensagem a frio“. Erano bottiglie in partenza per il Brasile: “Olio di oliva extravergine, prima spremitura a freddo“, questa l`etichetta che stava impressa sulle bottiglie conservate in due container pronti per essere imbarcati per San Paolo. In realtà contenevano olio di sansa. Adesso anche quei due container sono sotto sequestro, su ordine della magistratura. Il commerciante è stato denunciato per tentata frode in commercio. Il fronte delle indagini continua a essere ampio. Dentro i container di passaggio da Palermo si nascondono spesso gli affari di imprenditori senza scrupoli. Dopo le analisi e i sequestri, scattano le verifiche più difficili, quelle che devono cercare di ricostruire la filiera della frode. Dietro quei singoli carichi di marchi contraffatti potrebbe anche esserci un`organizzazione unica, che opera attraverso un reticolo di società. è un`ipotesi fra le tante. Il business dei container è ormai diventato milionario. E le tecniche per ingannare le Dogane si fanno sempre più sofisticate. Ma i funzionari dell`antifrode cercano comunque di prevedere le mosse degli imprenditori più spregiudicati. Nell`ultimo carico di falso olio extravergine in partenza per il Brasile, l`importatore aveva segnato la verità, ovvero olio di sansa. Sperava così di eludere i controlli. Ma i doganieri sanno che ormai l`imbroglio sta nell`etichetta da proporre ai consumatori. E tutte le false etichette erano già in bella mostra sulle bottiglie.
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