«Troppe commissioni su bancomat e carte»
-
fonte:
- La Provincia di Lecco
Bilancio positivo per i saldi invernali. Adesso arrivano i saldi dei saldi su tutte le rimanenze della stagione, con sconti del 50% fino al 70%.A poco più di venti giorni dall’ inizio delle svendite, gli addetti ai lavori confermano un alto gradimento concentrato soprattutto nelle prime due settimane di ribassi. Si conferma quello che è il solito andamento dei saldi, con il boom nei primi giorni, quando la merce proposta è ancora numerosa e soprattutto si può scegliere tra colori e taglie.«Sinceramente confidavamo in una durata maggiore dei consensi per i saldi, speravamo almeno in un mese, ed invece ancora una volta l’ interesse si concentrato nei primi quindici giorni – spiega Alberto Negrini, responsabile dei commercianti del capoluogo per Confcommercio -. Pensavamo in un’ attenzione più lunga, diluita nei tempo. Il consumatore si è concentrato negli acquisti le prime due settimane, che sono andate molto bene. La settimana appena conclusa invece è stata generalmente più tranquilla, si è venduto meno rispetto all’ esordio».Stagione cortaTerminato il boom iniziale è ora tempo dei saldi dei saldi, ovvero delle svendite a prezzo stracciato. «In questa fase si arriverà al metà prezzo, allo sconto del 50% sul costo originario, e devo dire che c’ è attesa – prosegue Negrini -. C’ è una fetta di clientela, spesso occasionale, che aspetta proprio il metà prezzo, attende che sia passato il boom per acquistare a prezzo molto scontato».Coi saldi a metà prezzo, dopo ormai tre settimane dal via, ci si deve accontentare di quel che si trova, ma volendo, guardando bene e girando negozio per negozio si possono fare grandi affari. Spesa media 340 euroStando all’ indagine siglata da Confcommercio è prevista una spesa media 340 euro per ogni famiglia, valore complessivo di 5,4 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore. Codacons invece frena, e addirittura parla di una riduzione media del 12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali. Solo il 35% delle famiglie italiane acquisterà durante gli sconti, contro il 40% del 2013. La spesa media delle famiglie non supererà quota 200 euro.Nel Lecchese per il momento non è ancora possibile fare un bilancio vero e proprio. Certo è che nelle prime due settimane si è registrato il boom.«Le valutazioni le faremo tra qualche settimana. I saldi proseguono fino ad inizio marzo – aggiunge Negrini – diciamo che le prime settimane sono andate bene».Nel frattempo stanno arrivando le collezioni primavera con colori tenui e tessuti leggeri.Poi magari non si vendono subito ma la curiosità di scoprire i nuovi diktat della moda è sempre alta, e per molti commercianti le collezioni primavera sono anche un modo per continuare i saldi: la gente entra in negozio per dare un’ occhiata alle novità, e spesso si sofferma sugli ultimi ribassi cercando l’ affare. Ed anche se l’ inverno ancora non si è fatto sentire, le temperature degli ultimi giorni sono state fuori norma e il vero freddo è forse in arrivo a breve, ormai si guarda già alla moda primaverile. n Parla Peppino Ciresa presidente di Confcommercio. E si lamenta perché lo Stato spinge per un’ espansione sempre maggiore della moneta elettronica. Anche se i piccoli negozi non sono obbligati ad accettarla, almeno per il momento, molte persone però chiedono di poter pagare con bancomat o carte prepagate. Qual è la situazione locale?Ormai la maggior parte dei negozi ha il Pos, che però è un investimento, costa acquistarlo, e soprattutto impone delle percentuali destinate alle banche non da poco.Si spieghi meglio.Il solito pasticcio all’ italiana. Da un lato si cerca in ogni modo di promuovere il pagamento con moneta elettronica e dall’ altro si fa solo un piacere alle banche. I commercianti che accettano il bancomat per le spese di pochi euro si trovano a dover dare il loro guadagno alle banche. Lo Stato non è riuscito a trovare degli accordi tali da evitare le commissioni bancarie, che vanno dall’ 1,5% fino al 4%.Se un cliente spende cinque euro e li paga col bancomat, quello che era l’ introito del commerciante finisce nelle tasche delle banche.Ma l’ obbligo scatta solo per attività con un fatturato di almeno 200 mila euro annui. Non per i piccoli negozi…Il problema non è questo. Il problema è che si cerca in ogni modo di andare incontro alle esigenze dei clienti, e se non si accettano i pagamenti con moneta elettronica vanno altrove, di contro però ci troviamo a pagare commissioni troppo alte.La soluzione? Lo Stato dovrebbe ricontrattare gli accordi con le banche. La moneta elettronica è sicura, permette di evitare le evasioni fiscali ed è ormai diffusa ovunque, in Italia però ci sono i consueti problemi. Lo Stato avrebbe dovuto fare come in America limitando le commissioni bancarie, solo così se ne può diffondere l’ uso. n P. San.
paola sandionigi
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Confcommercio, Saldi
