5 Febbraio 2014

T-red, una condanna beffa per i multati Gli automobilisti: «Ridateci i soldi»

T-red, una condanna beffa per i multati Gli automobilisti: «Ridateci i soldi»

«Quelle multe sono ingiuste, gli automobilisti che le hanno pagate avrebbero dovuto essere rimborsati. Come associazione valuteremo il da farsi». A conti fatti la sentenza di condanna per turbativa d’ asta di Raoul Cairoli, titolare della Citiesse (l’ azienda di Rovellasca che aveva installato i T Red a Segrate)non soddisfa le aspettative del Codacons .In regolaDi fatto i giudici di Milano hanno stabilito che gli impianti semaforici e relativi semavelox non erano stati taroccati per incastrare gli automobilisti, ma funzionavano regolarmente.«Non siamo soddisfatti – commenta Mauro Antonelli, responsabile della associazione – perché oggi come allora riteniamo che quelle multe siano ingiuste per la mancanza di una regolamentazione precisa sul funzionamento dei cosiddetti “semavelox” Tanto che allora, in questa vicenda, ci presentammo come parte civile».«Purtroppo non esiste una normativa chiara che regoli l’ utilizzo di questi strumenti di controllo – gli fa eco l’ avvocato Mario Lavatelli, presidente dell’ Associazione civica utenti della strada con sede a Como- per questo riteniamo opportuno per la loro posa vengano prese tutte le precauzioni necessarie affinché non si trasformino in una sorta di agguato all’ automobilista».«In questo senso – aggiunge Lavatelli – a suo tempo ci eravamo mossi in più occasioni quando il Comune di Como decise di posizionare i rilevatori fotografici delle infrazioni ai semafori in città».Una questione di normativa carenze, ma soprattutto di secondi. Almeno uno sicuramente.«Effettivamente – continua Antonelli – quello che manca è una regolamentazione sui tempi del semaforo sia per quanto riguarda il codice della strada, sia per quanto riguarda il Comune. Esiste soltanto una nota del Ministero che fa riferimento a uno studio del Cnr dove si indica che il giallo del semaforo non deve durare meno di quattro secondi. Da parte nostra, invece, avevamo chiesto al Ministero di innalzare a cinque secondi il tempo del giallo», «Senza trascurare il fatto che vanno valutate tutta una serie di caratteristiche legate al singolo impianto semaforico. È il caso del limite di velocità, ad esempio. È stato calcolato che un automobilista attento impiega un secondo per passare dall’ acceleratore al freno. Il che equivale, a 50 chilometri orari, a 13 metri percorsi che diventano 28 allo scoccare dei quattro secondi. A 70 chilometri, invece, i metri percorsi sono 21 dopo un secondo, 46 dopo quattro. Senza considerare la tipologia della strada, la sua larghezza e altre caratteristiche».Tante varianti«Questo per dire – conclude Antonelli – che per il posizionamento di un semavelox vanno tenute in considerazione tutta una serie di varianti per stabilire in modo corretto i tempi del giallo in modo da tutelare l’ automobilista».«Effettivamente c’ è il rischio che questo tipo di strumenti alla fine si trasformi in una sorta di trappola per gli automobilisti – suggerisce Lavatelli – per questo motivo ritengo che si debba insistere prima di tutto sulla prevenzione e sulla trasparenza. A questo punto diventa opportuna, da parte dei Comuni intenzionati a effettuare questo genere di controlli, un maggior coinvolgimento delle associazioni di settore al momento di effettuare determinate scelte».n.
roberto caimi
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this