22 Aprile 2005

Tra i papabili ci sono ora Fitto e Capaldo

Rischia molto Antonio Marzano, mentre a La Malfa andrebbero i Beni culturali

Tra i papabili ci sono ora Fitto e Capaldo

ROMA ? A metà pomeriggio si profilava il governo fotocopia, o quasi. A tarda sera il quadro si faceva inevitabilmente più complesso. Anche perché An preme per la sostituzione di quattro o cinque ministri. L`Udc caldeggia l`ingresso di qualche esterno di peso. E anche Berlusconi alla fine si è reso conto che spostare solo qualche pedina non basta. Dunque la partita resta aperta. Almeno fino a questa sera, quando il premier punta ad avere in tasca la lista dei nuovi ministri. Nel frattempo la trattativa continua. Al momento i punti punti fermi sono pochi. Di sicuro Marco Follini non sarà più vicepremier. E` stato lo stesso ufficio politico dell`Udc a chiedere al segretario di impegnarsi a tempo pieno nel partito. Ad uscire dal governo dovrebbe essere anche Antonio Marzano, tessera numero 9 di Forza Italia. Alle Attività produttive verrebbe spostato il forzista Claudio Scajola, che lascerebbe così libera la poltrona all`Attuazione del programma destinata al socialista Stefano Caldoro, attuale sottosegretario all`Istruzione. Ai Beni culturali, casella che Giuliano Urbani intende lasciare libera sperando nella presidenza Rai, verrebbe invece promosso il repubblicano Giorgio La Malfa. Per il resto sembra profilarsi una serie di conferme. A cominciare da quella del leghista Calderoli. Berlusconi è tornato a prospettare a Bossi l`ipotesi di assumere su di sé la delega delle Riforme, ma il senatur tiene duro. Si dice anche che, per sminare il campo, si fosse addirittura pensato di sopprimere il dicastero. Ma poi anche questa ipotesi è stata abbandonata. Né è passata l`idea di nominare Giulio Tremonti vice premier. Al momento sembra proprio che l`unico vice presidente del Consiglio resterà Fini. Per bilanciare il mantenimento delle Riforme nelle mani del Carroccio si sta ipotizzando piuttosto di creare una nuova struttura (non un nuovo ministero) che si occupi dei problemi del Mezzogiorno da affidare a un esponente di An. Follini, nell`incontro avuto ieri mattina con Berlusconi, ha chiesto l`ingresso di personaggi esterni, come il banchiere Capaldo, o ex governatori come Fitto. La stessa idea di coinvolgere Tremonti nel governo sarebbe stata caldeggiata dal segretario centrista. Berlusconi non ha chiuso definitvamente la porta all`ipotesi dei ministri esterni: «La stiamo esaminando». L`ipotesi di un ingresso nel governo come ministro delle Attività produttive, del presidente della Confcommercio, Sergio Billè, va assolutamente rigettata secondo Adoc e Codacons. Sarebbe infatti ? secondo le organizzazioni ? «un assurdo paradosso». Le due associazioni di consumatori così spiegano la loro opposizione: «Billè, in qualità di ministro delle attività produttive, sarebbe anche presidente del Cncu, l`organismo che raggruppa le associazioni dei consumatori italiani. Un paradosso assurdo, se si pensa alle tante battaglie intraprese dai consumatori contro i commercianti».

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