3 Gennaio 2010

Torna la voglia di shopping

 
– MILANO – TUTTI IN FILA per il primo giorno d’ apertura dei saldi invernali ma tanto interesse (con traffico in tilt a Roma e addirittura dieci chilometri di code sulle vie degli outlet come quello di Castel Romano) non ha sempre coinciso con un boom di acquisti. La partenza, mai così anticipata come quest’ anno, delle vendite di fine stagione è stata un assalto ai negozi nelle otto regioni e nelle grandi città (Roma, Milano, Napoli, Bologna, Palermo e Venezia) che hanno fatto da apripista allo shopping scontato e che nei prossimi giorni saranno seguite dal resto d’ Italia. A tante code tuttavia non sempre sono seguiti altrettanti acquisti. DI AVVIO al rallentatore parla Confcommercio con il presidente di Federmoda, Renato Borghi: «Il vero inizio verrà dopo l’ Epifania, quando gli italiani faranno rientro a casa dalle vacanze». Quest’ anno, sempre secondo Borghi, i saldi sono stati troppo anticipati «e non si potrebbe parlare neanche di saldi di fine stagione visto che l’ inverno e il freddo sono appena iniziati. Il problema è che le grandi città sono vuote perché la gente è ancora fuori per il ponte festivo». Concorde nel giudicare lenta la partenza dei saldi è anche Roberto Manzoni, presidente di Fismo-Confesercenti. «C’ è molto movimento – spiega – ma le sporte non si sono riempite e alla fine penso che andrà come l’ anno scorso, con un calo dovuto alla crisi». A pagare sono le grandi firme: «Certo, la gente fa la fila da Prada o Luis Vuitton per curiosità, o nella speranza della super offerta ma poi – aggiunge Manzoni – preferisce comprare capi di minore marca e minore qualità». Che l’ inizio dei saldi non sia travolgente lo certifica il monitoraggio del Codacons. «La diminuzione degli acquisti – spiega il presidente Carlo Rienzi – si attesta attorno al 15%. Speriamo in una ripresa a partire da lunedì ma riteniamo che alla fine della stagione i saldi faranno segnare un meno 20%, non avendo più le famiglie soldi da spendere per acquisti non essenziali». Anche Federconsumatori prevede una stagione di shopping piuttosto fredda: non metterà piede in un negozio oltre la metà delle famiglie italiane mentre il 45% (10 milioni e 800.000) sfideranno la crisi comprando almeno un capo. In ogni caso ci sarà una riduzione del 5% rispetto all’ anno scorso, quando furono spesi 3,2 miliardi. LE PREVISIONI grigie di Codacons e Federconsumatori non trovano però d’ accordo un’ altra associazione di consumatori, l’ Adoc, che parla di una crescita del 5% delle vendite e del 10% della spesa (oltre 150 euro a testa) rispetto al 2009 e chiede, come l’ Adiconsum, una revisione alle vecchie normative sui saldi liberalizzando di più la concorrenza sui prezzi e anticipando i saldi a prima di Natale. Anche i commercianti, nonostante il debutto un po’ in sordina (ma Milano e Roma sembrano andare in controtendenza con buoni acquisti già ieri e caccia alle griffe) sono convinti che alla fine il bilancio sarà positivo. Secondo un sondaggio Confcommercio-Format, crisi o no, il 69,3% dei consumatori (sette su dieci) pari al 2,4% in più rispetto allo scorso anno approfitterà degli sconti. Gli italiani spenderanno in media tra 100 e 300 euro, in particolare donne, giovani e over 64 anni. Gli uomini invece arriveranno fino a 400 euro soprattutto nel Nord Est e nel Centro. «Visto che la stagione autunno-inverno è stata molto debole per la moda – aggiunge ancora Borghi – l’ aspettativa è che si liberino le risorse finora trattenute e le previsioni restano ottimistiche». Grazie anche alla grande quantità di capi offerti e a sconti che in media si aggirano sul 40%. I FORZATI dello shopping, che secondo uno studio di Nescafè Dolce Gusto percorrono oltre quattro chilometri al giorno, vedono 80 vetrine e sopportano 11 file, devono stare attenti però ai falsi saldi. A Milano per combatterli è scesa in campo una task force di cinquanta vigili ma è importante seguire qualche semplice consiglio come quelli forniti dall’ Adoc: confrontare i prezzi di più negozi (che devono esporre vecchio cartellino e percentuale di sconto), diffidare di sconti superiori al 50% e delle vetrine coperte da manifesti, scegliere i negozi di fiducia o dove erano già stati controllati i prezzi pre-saldo. E occhio agli scontrini.

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