2 Marzo 2005

TLC:NUOVA ISTRUTTORIA ANTITRUST,FOCUS SU GESTORI MOBILI

TLC:NUOVA ISTRUTTORIA ANTITRUST,FOCUS SU GESTORI MOBILI/ANSA

NEL MIRINO TIM, VODAFONE E WIND PER ABUSO POSIZIONE DOMINANTE

(ANSA) – ROMA, 1 mar – Dopo la telefonia fissa, anche quella mobile finisce nel mirino dell`Antitrust. La sentinella della concorrenza, a poche settimane dalla chiusura dell`indagine su Telecom Italia, ha deciso di aprire un`istruttoria sul mercato della telefonia mobile per verificare l`ipotesi di abuso di posizione dominante da parte dei tre gestori Gsm, Tim, Vodafone e Wind. Una mossa, quella dell`Antitrust, sollecitata da alcuni operatori telefonici fissi (tra cui Tele2) e dal Codacons, convinti che il mercato debba aprirsi a nuovi soggetti. Le denunce degli operatori telefonici riguardano in generale la questione del mercato dell`accesso alle infrastrutture di rete mobile e di quelli della terminazione su singole reti mobili. Ma si prefigura anche l`ipotesi di intese nei mercati dell`accesso, dei servizi finali di comunicazione mobile e nelle offerte commerciali all`utenza business. In particolare, l`Antitrust vuole vederci chiaro su alcuni aspetti specifici. A cominciare dal problema del cosiddetto operatore mobile virtuale (o dell`attività di rivendita di minuti di conversazione su cellulare): vale a dire la possibilità, da parte di un operatore telefonico che non disponga di una rete mobile, di offrire servizi di questo tipo grazie all`interconnessione con i gestori che detengono la rete. Secondo le denunce, “Tim, Vodafone e Wind avrebbero rifiutato di negoziare accordi di accesso, al fine di impedire l`ingresso“ in questo mercato da parte di operatori alternativi. Da questo punto di vista, l`Antitrust rileva come non si possa escludere che questi comportamenti configurino una intesa restrittiva della concorrenza. L`istruttoria, che si concluderà ad aprile dell`anno prossimo, dovrà poi verificare se i tre gestori Gsm offrano servizi di terminazione fisso-mobile ai propri concorrenti a un prezzo superiore a quello che fanno pagare ai propri clienti aziendali per l`intero servizio integrato fisso-mobile: insomma, Tim, Vodafone e Wind “applicherebbero condizioni economiche o tecniche di favore nei confronti delle proprie divisioni commerciali nella vendita di servizi di terminazione, al fine di escludere qualsiasi concorrente dal mercato dei servizi integrati all`utenza finale business“. Il terzo `capo d`accusà è che i tre gestori mobili “avrebbero attuato comportamenti commerciali volti ad impedire agli operatori di tlc l`utilizzo dei contratti business per la rivendita di servizi all`utenza finale, così ostacolando qualsiasi forma di concorrenza nel mercato retail dei servizi mobili“. E anche questi comportamenti potrebbero costituire il frutto di un`intesa restrittiva della concorrenza. Una parte dell`istruttoria, infine, è riservata solo ai primi due operatori attivi sul mercato: si tratterà di accertare, infatti, se l`applicazione da parte Tim e Vodafone, “di prezzi pressoché identici in alcune offerte commerciali all`utenza business costituisca anch`essa una violazione del divieto di intese restrittive della concorrenza“. “Se venisse accertato – commenta con soddisfazione l`amministratore delegato di Tele2, Andrea Filippetti – l`abuso di posizione dominante, a nostro giudizio l`unico rimedio per aprire la competizione nel mercato del mobile è quello di aprire all`opzione dell`operatore virtuale mobile o del reseller“. Positivo anche il commento del Codacons: “Adesso – afferma il presidente Carlo Rienzi – speriamo che il procedimento porti ad abbattere monopoli ed eventuali cartelli dei gestori e che il mercato venga aperto ad altri operatori così da far scendere le tariffe telefoniche con particolare riferimento agli sms, che in Italia hanno un prezzo assai più elevato rispetto al resto d`Europa“.(ANSA).

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