14 Settembre 2009

TLC: PORTABILITA’ NUMERO MOBILE, 3 GIORNI DI TEMPO/ANSA

 
 
CONSIGLIO STATO DA’ RAGIONE AD AGCOM, CONSUMATORI SODDISFATTI

 
  (ANSA) – ROMA, 14 SET – Il passaggio del numero del cellulare
in caso di cambio del gestore deve avvenire nell’arco di tre
giorni. La parola fine alla lunga battaglia di ricorsi è
arrivata dal Consiglio di Stato che, con un’ordinanza che dovrà
essere seguita da un’udienza di merito, ha accolto l’appello
dell’Autorità per le tlc sospendendo la sentenza del Tar del
Lazio, con cui veniva bocciata la delibera sui tre giorni varata
dall’Agcom.
   Le lancette dell’orologio tornano così al 28 giugno scorso,
giorno previsto dall’Agcom per l’entrata in vigore delle nuove
regole che impongono alle aziende di ‘passare’ il numero entro
tre giorni, contro gli oltre 30 di fatto necessari finora: si
tratta di una procedura ormai consolidata, che coinvolge circa
3,5 milioni di persone l’anno.
   La delibera contestata, in vigore dal 23 dicembre 2008,
imponeva entro 180 giorni alle aziende, tra le altre cose, di
realizzare la portabilità senza superare "tre giorni
lavorativi dall’invio della richiesta da parte dell’operatore"
che accoglie il cliente, indipendentemente dal preavviso. Il
giorno ‘x’ in cui doveva partire la nuova normativa era quindi
il 28 giugno scorso. Telecom e Vodafone  avevano però
presentato ricorso al Tar del Lazio, che aveva dato loro
ragione, considerando la delibera dell’Agcom in contraddizione
con la legge Bersani, che prevede 30 giorni di preavviso per la
disdetta di un contratto, e valutando che con essa l’Agcom
avrebbe esorbitato dai propri poteri.
   L’Autorità, assieme a Wind, H3g, Poste Italiane e alcune
associazioni dei consumatori, era così ricorsa al Consiglio di
Stato, che si è pronunciato oggi con due ordinanze gemelle che
ribaltano le valutazioni del Tar. I giudici di Palazzo Spada,
infatti, ritengono che la legge Bersani "riguarda il semplice
recesso dal contratto senza trasferimento del numero ad altro
operatore", inoltre "nell’introdurre un termine massimo a
garanzia del consumatore, non ha intaccato il potere dell’Agcom
di disciplinare la portabilità del numero di telefonia mobile e
di prevedere termini inferiori per la conclusione della
procedura". Oltre tutto, si legge ancora nell’ordinanza, questo
potere è già stato esercitato dall’Autorità in una delibera
del 2001 con la previsione di cinque giorni, che non è stata
contestata. Le valutazioni dei giudici amministrativi, inoltre,
riguardano anche gli operatori minori, che sarebbero
"chiaramente pregiudicati dalla sospensione di un regime
regolatorio che tende a disciplinare la portabilità del numero
in modo efficace". Secondo il Consiglio di Stato, infine, "non
sussistono i requisiti della gravità e irreparabilità del
danno" per le aziende scese in campo contro l’Agcom.
   In attesa dell’udienza di merito, le cui conclusioni sono
però in qualche modo già anticipate dall’ordinanza, i tre
giorni sono dunque pienamente operativi, con soddisfazione di
tutte le associazioni dei consumatori, dal Codacons a
Federconsumatori, dall’Adiconsum a Cittadinanzattiva. Anche
l’Adoc parla di "vittoria", auspicando però che il gestore
‘abbandonato’ possa fare una controfferta al cliente che se ne
va, operazione che, secondo gli operatori, è stata resa incerta
dalla delibera dell’Autorità. Alla richiesta si associano anche
Telecom e Vodafone. Quest’ultima ricordando che "offerte e
controfferte, proposte in modo chiaro e trasparente, sono alla
base di qualunque mercato libero e competitivo e ampliano la
libertà e la convenienza per i consumatori". Mentre Telecom
sottolinea che "offerte economiche migliorative, con modalità
certe e trasparenti", rendono "sempre più competitivo il
mercato" e favoriscono "una scelta libera e consapevole da
parte del consumatore". (ANSA).

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