15 Maggio 2007

Tlc, portabilità se cambia la tariffa

L`Antitrust: garantito credito residuo. No a variazione dei piani tariffari via sms, violano Codice.
Tlc, portabilità se cambia la tariffa

Ha fatto discutere, nel bene e nel male, la segnalazione dell`Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha stabilito che si deve garantire immediata portabilità di numero e credito dei telefoni cellulari in caso di modifica unilaterale delle condizioni. Un intervento che ha suscitato il plauso delle associazioni di consumatori, ma che ha scatenato una piccola disputa di competenze con l`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiamata in causa in merito alle tariffe.Gli utenti di telefonia mobile, ai quali viene comunicata la modifica unilaterale dei piani tariffari, devono poter avere immediatamente la portabilità del numero telefonico per poter scegliere un altro operatore, con il riconoscimento del credito residuo. è quanto stabilito, appunto, dall`Antitrust, dopo aver esaminato `le numerose denunce ricevute dai clienti Wind, avvisati dall`operatore attraverso l`invio di un sintetico sms del passaggio, non richiesto, a un altro piano tariffario, meno vantaggioso`. L`Autorità ha deciso di inviare le segnalazioni dei consumatori all`Agcom, l`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per gli interventi di sua competenza e ha dato incarico al presidente Antonio Catricalà di scrivere al ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, per informarlo delle questioni sollevate dai consumatori. L`Antitrust ha ricordato che il Codice delle comunicazioni elettroniche dà agli abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza penali, al momento della notifica di proposte di modifica delle condizioni contrattuali: la comunicazione relativa alla variazione dei piani tariffari, inviata con sms e senza l`indicazione sulla possibilità di esercitare tale diritto, sembrerebbe dunque violare la regolamentazione in vigore e potrebbe, in base alla normativa, essere sanzionata. Per l`Autorità rientra comunque nella disponibilità delle imprese offrire nuovi e più costosi piani tariffari, ma occorre garantire agli utenti che conseguentemente intendono cambiare operatore la portabilità immediata del numero di telefono e il mantenimento del credito residuo. All`Agcom, l`Antitrust ha chiesto dunque che sia assicurato, in questi casi, uno speciale regime di immediata portabilità. L`Autorità, infine, ha sottolineato che il messaggio inviato da Wind non contiene neanche l`indicazione del giustificato motivo che legittimerebbe l`operatore telefonico a realizzare le modifiche del piano tariffario. Se la possibilità di variazione unilaterale fosse prevista dalle condizioni generali di contratto, potrebbero esistere gli estremi per una valutazione di vessatorietà delle stesse clausole contrattuali. In base al Codice del consumo, infatti, le associazioni dei consumatori possono richiedere al giudice di proibire l`uso di clausole ritenute vessatorie. Immediati i commenti di approvazione espressi dai consumatori. Così come è stata immediata la replica dell`Agcom: l`Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha già avviato `un`intensa attività di vigilanza e di controllo` sulla questione delle tariffe telefoniche, informandone, il 24 aprile, il ministro dello sviluppo economico. In particolare, hanno fatto sapere dall`Autorità, questa `è l`unica amministrazione che in concreto ha dato immediata attuazione, con provvedimenti, ispezioni e attività sanzionatoria, al decreto Bersani`. In particolare, l`Agcom ha ricordato di essere intervenuta a tutela dei consumatori, in materia di diritto di recesso degli utenti; trasparenza di tutte le tariffe telefoniche, fisse, mobili e di accesso a internet; rimborso del credito residuo in regime di portabilità del numero mobile. Sulla specifica questione riguardante le modifiche di piani tariffari effettuate dal gestore mobile Wind, l`Autorità ha riferito di essere `immediatamente intervenuta ai sensi dell`art. 98, comma 9, del Codice delle comunicazioni elettroniche, anche effettuando apposite ispezioni. A seguito di tale attività, l`Authority ha già contestato a tale operatore la violazione dell`art. 70, comma 4, del Codice delle comunicazioni elettroniche, avviando in tal modo il procedimento sanzionatorio nei confronti di Wind`. Infine, ha spiegato l`Autorità delle comunicazioni, proprio ieri si è concluso un procedimento scaturito dalle denunce di 12 consumatori nei confronti della società Telecom Italia con il pagamento di una somma di circa 250 mila euro per servizi non richiesti.Soddisfazione, invece, è stata espressa da Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, secondo cui il pronunciamento dell`Antitrust in merito a quanto messo in atto dalla società Wind, ossia la modifica della tariffa da Wind 10 a Wind 12, `corrisponde esattamente alla denuncia che le nostre associazioni hanno prontamente fatto quando questa decise di modificare unilateralmente i contratti in essere, con lo scopo evidente di rispondere alla perdita dovuta alla cancellazione dei costi di ricarica`. Anche il Codacons ha lodato l`Antitrust: `Bravo Catricalà a bacchettare i gestori telefonici, ma non basta prevedere la portabilità del proprio numero`, ha sostenuto il presidente, Carlo Rienzi, `a nostro avviso le variazioni contrattuali comunicate via sms sono nulle. Di conseguenza l`Autorità non ha bisogno che le associazioni dei consumatori, attraverso lunghe cause, chiedano l`inibizione dei comportamenti scorretti, ma può e deve imporre alle aziende colpevoli l`inefficacia delle suddette variazioni`. Complimenti all`Antitrust, infine, anche da parte del Movimento difesa del cittadino.- Soglie di fatturato. L`Antitrust ha annunciato di aver aggiornato le soglie di fatturato oltre le quali diviene obbligatoria la comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione. Da ieri, le nuove soglie sono 440 milioni di euro per il fatturato realizzato a livello nazionale dell`insieme delle imprese interessate all`operazione e 44 milioni di euro per l`impresa di cui è prevista l`acquisizione. L`incremento delle soglie, hanno spiegato dall`Authority, corrisponde, come previsto dalla legge, all`aumento dell`indice del deflatore di prezzi del prodotto interno lordo, che, per il 2006, è stato dell`1,77%.

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