31 Agosto 2020

Tlc, Codacons ad Agcm: giusto dare 37% a Kkr in rete unica?

 

Roma, 31 ago. (askanews) – Dopo il via libera al percorso individuato fra Cdp e Tim per la costituzione della società che gestirà le infrastrutture della rete unica a banda larga nel nostro Paese, il Codacons pone il problema dell’ ingresso con una quota del 37% del fondo di investimento statunitense Kkr. “Una scelta – scrive il Codacons – che sembra tutelare soprattutto gli interessi strategici statunitensi, vista la preoccupazione, sempre più forte a livello globale, rispetto all’ interesse cinese verso la realizzazione e gestione delle reti di telecomunicazioni europee, ma che non sembra appunto rispondere a esigenze nazionali”.”Quello della banda larga – prosegue l’ associazione dei consumatori – è evidentemente un settore strategico per il nostro Paese: ci si chiede, allora, perché mai tutelare interessi di un altro Paese nell’ ottica di costruire un mercato competitivo, trasparente e neutrale. Proprio per questo, con un’ istanza a Tim, Cassa Depositi e Prestiti, al Presidente del Consiglio Conte e all’ Antitrust, il Codacons ha deciso di sollevare la questione dell’ indipendenza strategica e operativa della nuova società”.”È giusto, quindi, dare tanto spazio a un Paese straniero in un settore strategico del Belpaese – conclude il Codacons -? L’ associazione apre in questo modo il dibattito intorno alle scelte del Governo di non ricorrere al golden power, la procedura che consente all’ esecutivo di opporsi all’ acquisto di quote o società per alcuni settori strategici per l’ economia dello Stato, per opporsi all’ accordo con Kkr”.

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