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13 Luglio 2019

Tlc, bollette a 28 giorni bocciate Rimborsi per 10 milioni di utenti

ROMA LA LUNGA contesa tra consumatori e gruppi di Tlc sulla fatturazione a 28 giorni trova quello che dovrebbe essere l’ epilogo definitivo: le compagnie telefoniche hanno avuto la peggio nella decisione del Consiglio di Stato sui loro ricorsi e dovranno ora rimborsare i clienti interessati – circa 10 milioni di utenti – dei giorni «illegittimamente erosi» rispetto alla reale durata del mese. Una restituzione che vale, secondo i calcoli degli esperti del Codacons, tra i 30 e i 50 euro. Per il Movimento Consumatori, secondo il quale in caso di recesso le società dovranno rimborsare gli utenti, l’ esborso complessivo potrebbe valere circa un miliardo. LA BOCCIATURA dei giudici di Palazzo Spada riguarda i reclami di Wind Tre, Vodafone e Fastweb contro la sentenza del Tar che aveva imposto il risarcimento dei giorni mancanti entro lo scorso dicembre, come in precedenza stabilito dall’ Agcom. Per Tim l’ udienza di merito arriverà successivamente, anche se la decisione dei giudici amministrativi potrà essere analoga. E sempre dal Consiglio di Stato arriva anche la conferma della multa originaria, anche se dimezzata. Il Consiglio di Stato ha respinto, infatti, anche i ricorsi sulla multa, confermando di fatto il dimezzamento della sanzione decisa dal Tar rispetto alla richiesta iniziale dell’ Agcom che li aveva sanzionati per un milione e 160mila euro. La penale rimane invece a 580mila euro. Ma torniamo alla compensazione per i giorni fatturati in più. I vertici di tutte le sigle dei consumatori – da Federconsumatori al Codacons, dall’ Unione Nazionale Consumatori al Movimento Consumatori – si dichiarano, dopo una battaglia durata quasi due anni, soddisfatti. «Habemus rimborsum! Era ora!», incalzano. E spiegano che scatteranno «riparazioni automatiche», senza dover avviare una class action. Le società dovranno allungare le prossime scadenze mensili fino a restituire i giorni sottratti nel passato: si tratta di poco più di un paio di settimane perché il periodo incriminato è quello compreso tra il 23 giugno 2017 e i primi giorni di aprile 2018 nel quale bisogna riportare la durata del contratto da 28 a 30/31 giorni. GLI UTENTI, fino a oggi, avrebbero potuto accettare misure compensative che gli operatori stanno prevedendo da qualche mese. Ma ora scatterà automaticamente il diritto ai giorni gratis. Sarà possibile, però, rimborsare i giorni «erosi» fornendo un analogo valore economico in servizi. Nessun problema se il consumatore non ha cambiato operatore: in questo caso il recupero scatta automaticamente. Qualche problema in più, invece, per chi ha esercitato il diritto di recesso o per coloro che hanno cambiato compagnia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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