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14 Gennaio 2020

Tim: multa Antitrust da 4,8 milioni per mancate informazioni winback e servizi non richiesti

 

Compagnie telefoniche ancora nel mirino dell’Antitrust per comportamenti scorretti nei confronti degli utenti. Questa volta a far scattare l’intervento dell’autorità garante è stata Tim, a cui è stata inflitta una sanzione di 4,8 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette nella promozione di offerte di winback e servizi non richiesti.

Accertate due violazioni del codice del consumo
L’Antitrust ha rilevato che Telecom, da giugno 2018 non ha fornito informazioni chiare ed immediate nella promozione di offerte “personalizzate” di winback per i servizi di telefonia mobile rivolte ad ex clienti. Questi venivano contattati prevalentemente tramite sms o call center, limitandosi ad indicare le sole condizioni del piano tariffario proposto in termini di prezzo mensile e traffico incluso ed omettendo nel messaggio e nel corso della telefonata di dar conto di ulteriori costi o di vincoli di fruizione delle offerte.

Questa pratica è stata ritenuta dall’autorità idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo al contenuto della proposta e a fargli assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. L’Autorità ha inoltre accertato che nella fase di adesione a tutte le offerte di telefonia mobile, Tim ha pre-attivato diversi servizi e/o opzioni aggiuntivi rispetto all’offerta principale, con aggravio di costi, senza il preventivo ed espresso consenso del consumatore.

Ancora aperta la questione dei rimborsi per bollette a 28 giorni
Le associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione per l’intervento dlel’Antitrust ma ricordano come sia ancora aperta la questione dei rimborsi per le bollette a 28 giorni. “Esprimiamo soddisfazione per la nuova sanzione dell’Autorità in relazione ai comportamenti scorretti di Tim, ma l’Antitrust deve ora elevare una maxi-multa agli operatori telefonici che non rispettano le disposizioni sui rimborsi per l’illecita pratica delle bollette a 28 giorni”, spiega il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. Nonostante gli indennizzi, per legge, debbano essere automatici e senza necessità di esplicita richiesta da parte dei clienti, ricorda il Codacons, le compagnie telefoniche continuano ad eludere le disposizioni di Agcom e dei tribunali, offrendo soluzioni alternative e obbligando i consumatori a in oltrare la richiesta o ad accettare servizi alternativi.

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