Tempi lunghi per l`operatore virtuale
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Tempi lunghi per l`operatore virtuale
MILANO Sono sotto accusa, ma soprattutto sono forti, influenti e ben determinate a contenere i danni. Le tre principali compagnie telefoniche, Tim, Vodafone e Wind, sono impegnate in queste settimane a respingere l`assalto finale dell`Antitrust. Il garante della concorrenza nel 2005 ha aperto nei loro confronti un`istruttoria per abuso di posizione dominante collettiva, la scorsa estate ha concluso le risultanze istruttorie individuando un evidente cartello ed entro il 10 maggio 2007 dovrà esprimere il verdetto. Secondo le risultanze,i tre operatori avrebbero sfruttato in modo indebito la loro forza di mercato per impedire l`ingresso di “operatori mobili virtuali“, cioè quelle società (operatori di rete fissa ma anche catene di distribuzione) che vogliono entrare nel business mobile utilizzando a condizioni eque le reti già esistenti. Gli operatori mobili virtuali, anche secondo quelle risultanze, darebbero smalto alla concorrenza e taglierebbero in modo sensibile i prezzi finali. Ma da quel quadro emerso in estate a oggi molte cose sono cambiate. L`ultima udienza, prevista per il 18 gennaio, è stata rinviata per esaminare la lettera di impegni inviata da Vodafone Italia agli uffici del garante Antonio Catricalà. Non è un mistero, del resto, che l`Antitrust sia molto favorevole a utilizzare lo strumento dell`impegno vincolante introdotto dal decreto Bersani del luglio 2006. La novità, come già nei casi che hanno visto protagoniste l`Enel e Abi, può portare a chiudere l`istruttoria senza sanzioni in cambio di un impegno ad applicare misure compensative o comunque procompetitive. Non hanno presentato impegni né Wind né Tim, sebbene quest`ultima già alcuni mesi fa abbia siglato un accordo di massima con la Coop, interessata a vendere servizi mobili negli ipermercati. Il documento ufficiale presentato da Vodafone, secondo quanto trapela,è apparso comunque piuttosto generico. Non si specificano le condizioni né gli eventuali partner cui concedere l`accesso alla rete come operatore virtuale, anche se da tempo si vocifera con insistenza di Fastweb. Non sembra molto probabile che la lettera di Vodafone,attualmente in valutazione, sortisca risultati concreti, di certo ha avuto l`effetto di prolungare ancora i lavori del garante. L`istruttoria, partita su denuncia di Tele2, del Codacons e di un gruppo di operatori minori (Startel, Trans World Communication, ReteItaly, Elsacom) è già stata prorogata tre volte nell`arco di dieci mesi, un tempo utilizzato dai gestori mobili anche per mobilitare i loro superesperti di diritto della concorrenza e sollevare qualche perplessità tra i commissari sulla tesi di una reale “ dominanza collettiva“. Un`istruttoria forse più complicata del previsto. Anche perché nel frattempo, un`altra Authority, quella per le comunicazioni, potrebbe intervenire.L`Authority tlc entro febbraio dovrà decidere se dare ilvia libera altelefono unico di Telecom Italia e all`offerta per la telefonia di casa “Vodafone numero fisso“. Potrebbe accontentare entrambi gli operatori senza particolari condizioni.In alternativa, se passasse la linea più intransigente di alcuni commissari, l`Authority potrebbe rivedere gli obblighi regolamentari per la telefonia mobile o spingere le due società ad assumersi un impegno formale (anche in questo caso sulla base del decreto Bersani) per accordarsi con gli operatori virtuali. L`Authority tlc prosegue intanto i lavori sulla separazione della rete d`accesso di Telecom Italia. Ieri, per la prima volta, il garante ha ascoltato otto operatori alternativi (Vodafone, Wind, Fastweb, Tele2,Bt Italia,Tiscali,Eutelia e Welcome Italia). Telecom chiede, in cambio della separazione, libertà sui prezzi al dettaglio: inizia adesso la difficile ricerca di un compromesso.
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