1 Settembre 2006

“Temiamo la stangata di settembre“

I commercianti: “L`energia ci costa troppo“. E gli italiani prevedono ritocchi al rialzo dei listini a settembre

I consumatori: “Temiamo la stangata di settembre“

Roma Con il carovita fermo ad agosto, il vero timore dei consumatori è più generale e riguarda la possibile ripresa dell`inflazione in autunno. Se per il Codacons parla di inflazione stabile ad agosto, quando i negozi per lo più sono chiusi, è “un`illusione“, Adiconsum chiede al governo interventi urgenti per evitare che i prezzi rialzino la testa, a partire da un deciso controllo di tariffe e costi dei carburanti. “L`inflazione stabile al 2,2% ad agosto è solo una illusione dovuta agli esercizi commerciali in gran parte chiusi in questo mese per le ferie estive“ spiega il Codacons. “Essendo buona parte dei negozi di piccole dimensioni chiusi nel mese di agosto, è ovvio che i prezzi non hanno potuto subire variazioni significative – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi -. La vera impennata dei listini si prevede a settembre, quando cioè gli esercizi riapriranno i battenti ritoccando come tutti gli anni i prezzi al rialzo“. “I consumatori non staranno certo a guardare – conclude il presidente del Codacons – e se ci saranno ritocchi di prezzi e tariffe saranno inevitabili manifestazioni di protesta come lo sciopero della spesa“. In chiaroscuro l`analisi di un`altra sigla di consumatori, l`Adiconsum. “È positivo l`aumento delle vendite“, ma “il dato sugli hard-discount (+5,1%) conferma le difficoltà delle famiglie“. Per questo motivo il governo deve “adottare provvedimenti per impedire una ripresa dell`inflazione in autunno con un deciso controllo su tariffe e prezzi“ afferma Paolo Landi, presidente dell`associazione di consumatori. “Al governo – si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio dall`associazione – Adiconsum chiede provvedimenti di controllo e monitoraggio per impedire una ripresa dell`inflazione in autunno con iniziative forti di una maggiore concorrenza su carburanti, elettricità e gas“. “Negli anni passati – prosegue Landi – abbiamo assistito ad una tendenza negli acquisti sempre più rivolta ai prodotti di marca e di qualità. Questa tendenza si è invertita nell`ultimo anno con un aumento degli acquisti negli hard-discount. Una tendenza che conferma il minor potere d`acquisto delle famiglie che ha avuto come conseguenza un contenimento delle spese e un trasferimento verso prodotti e strutture a basso costo. “Il minor potere d`acquisto – conclude la nota – ha avuto anche un duplice effetto sulla struttura commerciale: i grandi supermercati per restare concorrenziali (soprattutto nei confronti degli hard-discount) hanno ampliato le loro offerte includendo anche i prodotti “primo prezzo“; per contro gli hard-discount hanno migliorato e ampliato la loro offerta e modificato la loro organizzazione interna per restare concorrenziali nei confronti dei supermercati tradizionali“. Ma anche nel mondo del commercio c`è un malumore diffuso. I commercianti puntano il dito soprattutto contro i rincari dell`energia. Confcommercio sottolinea che “la crescita dei prezzi si mantiene su valori di poco superiori al 2%, nonostante sui mercati internazionali permangano forti tensioni dei prezzi delle materie prime energetiche“. Per Confesercenti la strada maestra da battere per contenere l`inflazione è appunto quella di agire sui prezzi dei prodotti energetici.

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