8 Dicembre 2004

«Telefonini spenti il 18»




ROMA – Per un giorno addio alle musiche modaiole delle suonerie, agli squillini degli adolescenti per farsi richiamare dai genitori, agli arpeggi per annunciare l`arrivo di un messaggino. Insomma rinunciare all`amato telefonino per un giorno. Questo chiedono sabato 18 dicembre agli italiani le associazioni dei consumatori. Il motivo della protesta è contrastare i rincari, le tariffe sono tra le più care di tutta Europa e denunciare la mancanza di una corretta concorrenza. La reazione dell`IntesaConsumatori nasce dall`aumento del prezzo degli sms, avvenuto in modo contemporaneo da parte dai gestori presenti sul mercato italiano. È enorme la forbice dei prezzi rispetto all`Europa, dove un sms costa tra 0,05-0,06 centesimi, mentre in Italia, esentasse, costa 0,12. «Occorre garantire le regole della concorrenza, se uno aumenta i prezzi gli altri dovrebbero paradossalmente ribassarli, per catturare potenziali clienti. Di fatto, invece, ci troviamo davanti ad una situazione in cui i gestori di telefonia si comportano come un cartello», spiega Carlo Rienzi, presidente Codacons, che aggiunge di aver già presentato documenti di denuncia alla Autorità garante delle telecomunicazioni. L`Autorità ha però subito replicato «di non avere alcuna competenza sui prezzi degli sms, perchè il mercato è libero».


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