30 Aprile 2006

Telefonini muti, Tim sotto accusa

Telefonini muti, Tim sotto accusa
Schede disattivate dalla società. Presentate decine di ricorsi CLIENTI “INFEROCITI“

Si sono ritrovati da un giorno all`altro senza la possibilità di effettuare o ricevere chiamate e, soprattutto, senza nemmeno sapere il perchè. Centinaia di utenti della Tim hanno dovuto fare i conti con il blocco del telefono cellulare operato dalla società di telefonia. La sospensione della linea di telefonia mobile da parte della Tim Italia spa ha interessato tutta Italia. Decine di casi sono stati segnalati nel Triveneto, con numerose segnalazioni provenienti anche dalla Destra Tagliamento. A essere colpiti sono stati, indistintamente, a partire dalla fine di febbraio, giovani, studenti, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, che hanno deciso di presentare ricorso contro il danno subìto. Il disagio maggiore, con ripercussioni economiche, lo ha registrato chi utilizza normalmente il telefono cellulare per svolgere il proprio lavoro. Per questi utenti il ripristino della linea di telefonia rappresenta una necessità. “La sospensione da parte della Tim delle utenze di telefonia mobile, con relativo blocco del traffico telefonico sia in entrata che in uscita – spiega il dottor Nicola D`Andrea, che insieme con l`avvocato Vitto Claut si sta occupando di una decina di casi -, riguarda, in particolare, i profili tariffari “Autoricarica 190“ e “Tutto relax“ (scheda prepagata o abbonamento). Si contesta principalmente il mancato preavviso ai clienti e il disagio che ciò ha comportato“. Chi lavora con il telefonino, infatti, si ritrova paralizzato. Inoltre, anche le motivazioni addotte dalla Tim Italia spa sono sembrate “strane“. Gli utenti che hanno chiamato il “119“ per avere spiegazioni, si sono sentiti rispondere dagli operatori che si trattava di una non meglio definita “operazione di bonifica dei dati personali“. In altre situazioni, la Tim ha riferito di aver agito contro l`abuso da parte dei clienti dei profili tariffari di telefonia. “In certi casi – indica D`Andrea – il cliente poteva ricaricare la scheda tramite, per esempio, l`invio di sms. Questa procedura era indotta dalla stessa società di telefonia e, in ogni caso, la sospensione non è prevista dal contratto“. Pierluigi Chiarla, coordinatore del Codacons di Udine, è uno degli utenti “colpiti“ dalla Tim che ha presentato ricorso (assistito dall`avvocato Claut). Dopo aver inviato alla Tim – senza ottenere risposta – un reclamo via fax con la richiesta di ripristino delle linee telefoniche sospese (otto linee, bloccate tra il 24 febbraio e il 1° marzo), ha portato avanti il procedimento obbligatorio di conciliazione davanti al Corecom del Friuli Venezia Giulia (ai sensi degli articoli 3 e 6 della delibera n. 182/02 dell`Autorità garante per le telecomunicazioni) con un ricorso presentato il 15 marzo scorso. Non essendo quest`ultimo andato a buon fine, due settimane fa è stato presentato al tribunale di Udine un ricorso per provvedimento cautelare d`urgenza (che precede la causa e gli effetti della sentenza). L`udienza, nel suo caso, è stata fissata per il 12 maggio.

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