16 Ottobre 2014

Telefonini muti, c’ è chi pensa alla causa «Si calcola il guadagno giornaliero perso»

Telefonini muti, c’ è chi pensa alla causa «Si calcola il guadagno giornaliero perso» 

di VALENTINA REGGIANI E’ CONSONO costruire una centralina telefonica accanto ad un torrente, sperando o ipotizzando che non esondi? E’ quanto ci si chiede in merito al black out che dal primo pomeriggio di lunedì e fino a ieri ha ‘messo a tacere’ tutti i cellulari Tim da Piacenza a Modena. E mentre il Codacons ipotizza una class action, visti i numerosi cittadini che hanno denunciato la situazione all’ associazione, anche dal punto di vista legale si valutano eventuali risarcimenti, in particolar modo per i lavoratori rimasti ‘isolati’. «RISULTA difficile stabilire ora se sia o meno possibile far ottenere un risarcimento danni alle persone che, avendo i telefoni muti, dovranno fare i conti il prossimo mese con perdite in termini di clientela o commesse. In particolare agenti di commercio o imprenditori che col telefono ci lavorano», afferma Stefano Gennari, dello studio legale Gennari di Parma. Secondo Gennari, infatti, se ci fossero i presupposti della responsabilità di Telecom o Tim, le basi del risarcimento del danno si potrebbero conteggiare su quello che il lavoratore non ha potuto svolgere, a partire dalla perdita di clientela. «A tal proposito – afferma ancora il legale – i documenti da produrre potrebbero essere il fatturato mensile del ‘danneggiato’, per arrivare al guadagno giornaliero ‘andato in fumo’. A ciò si aggiunge l’ abbonamento pagato magari mensilmente o annualmete alla compagnia, del quale non si è potuto usufruire». Insomma, tutto il lavoro vanificato potrebbe essere risarcibile, ma secondo l’ avvocato è presto stabilire se questo avverrà o meno. L’ incolumità nasce infatti dall’ evento imprevedibile, come il terremoto. L’ aspetto meteorologico, invece, è altra cosa, soprattutto in questi ultimi anni. CERTO non si può nascondere come il black-out abbia mandato ‘in tilt’ i cittadini che martedì mattina hanno letteralmente assediato i negozi Tim. In tanti hanno adirittura preso la decisione ‘istantanea’ di cambiare gestore telefonico, ritenendo quando capitato agli utenti Telecom assolutamente ingiustificabile. File interminabili di clienti, per tutta la giornata, si sono quindi recati nei punti vendita in cerca di spiegazioni, ma gli stessi commessi non hanno potuto far altro che confermare il disagio. La denuncia delle problematiche subite da tantissimi cittadini è stata appunto raccolta anche dal vice presidente regionale Codacons Fabio Galli, che sta ora ipotizzando la class action contro la società, nonostante, come spiegato dall’ avvocato Gennari, ancora sia presto per capire se vi siano gli estremi. GALLI ha infatti spiegato come oltre venti persone si siano recate nel suo ufficio lamentano l’ impossibilità di utilizzare i telefoni e come non possa passare inosservata la mancata copertura telefonica di un intero territorio e per un arco di tempo così lungo. «La situazione avrebbe dovuto essere gestita in un tempo accettabile -, dichiara Galli – anche perché non sono soltanto i lavoratori ad usare il telefono». Il vice presidente ha sottolineato infatti come fosse impossibile, in tale situazione, gestire anche eventuali urgenze, come un anziano solo o problematiche di salute. Una volta valutati i criteri con cui muoversi, quindi, Galli non esclude l’ avvio di una class action.

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