16 Gennaio 2020

TELEFONINI ASTENIAMOCI DALL’ ABUSO

Telefonini: la Corte di Appello di Torino ha confermato la sentenza del Tribunale di Ivrea del 2017): l’ uso dei cellulari può causare tumore, anche se prove scientifiche univoche e definitive non ce ne sono. Per la scienza, works in progress, lavori in corso e la sua sentenza è da venire. Ma la stessa scienza suggerisce, da sempre, di applicare il principio della prudenza e la sapienza dei nostri progenitori latini sancisce “in dubio abstine”. L’ Istituto superiore di sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea, nel settembre scorso, aveva comunicato che “non ci sono al momento, dopo 20 anni di studi (30.000 pubblicazioni), prove scientifiche sul nesso tra uso del cellulare e insorgenza di tumori… non consentono valutazioni accurate del rischio dei tumori intracranici “. L’ Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, nel 2011, ha classificato le Radiofrequenze nel gruppo 2B (“possibili cancerogeni”)… sono in corso ulteriori studi orientati a chiarire le residue incertezze riguardo ai tumori a più lenta crescita e all’ uso del cellulare iniziato durante l’ infanzia”. “il legame – sottolinea uno dei Ricercatori – è impossibile da escludere”. Il dubbio rimane. La Corte d’ Appello di Torino, basandosi anche su pareri e prove di autorevoli periti (Il Giudice – non si dimentichi – è peritus peritorum), non ha avuto dubbi relativamente al dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico: c’ è un nesso di causa -effetto tra quel tumore al cervello – benigno ma invalidante – e l’ abuso del cellulare ed ha confermato che l’ Inail, dovrà corrispondere all’ uomo una rendita vitalizia da malattia professionale sulla base di “solidi elementi per affermare un ruolo causale tra l’ esposizione dell’ appellato alle radiofrequenze da telefono cellulare e la malattia insorta”. I Giudici hanno scritto, papale papale, che “l’ impostazione dei periti è del tutto condivisibile, essendo evidente che le conclusioni di autori indipendenti diano maggiori garanzie di attendibilità rispetto a quelle commissionate o finanziate almeno in parte da soggetti interessati all’ esito degli studi”. Ed allora: asteniamoci dall’ abusare del telefonino -orecchio, usiamoli il meno possibile (no categoricamente durante la guida e neanche mentre sbrighiamo atti della vita quotidiana o di ufficio), utilizziamo sempre gli auricolari e preferiamo i messaggi scritti o vocali (per favorirlo non sarebbe utile imporre un costo ridotto, “sociale”?). L’ al ternativa del telefonino tenuto in mano usando il “vi vavoce” non è salutare e, se usato -come spesso si vede fare – nel camminare per strada, è a rischio incidente. La pubblicità è generosa nel mostrarci bambini e ragazzi al telefonino. Potrebbe essere induzione a condotta contraria all’ interesse della salute della persona e degli altri. Il Tar del Lazio ha intimato, nel gennaio 2019, ai Ministeri di Ambiente, Salute e Istruzione di adottare “entro 6 mesi”, campagna informativa sulle corrette modalità d’ uso di telefonini e cordless e sui rischi per la salute e per l’ ambiente connessi a un loro uso improprio mentre la Società Italiana di Pediatria ha “consigliato” di evitare l’ esposizione prolungata che è causa – questa volta accertata – di disturbi a carico di sonno, metabolismo, sviluppo cognitivo. Per il Codacons: sulle confezioni dei telefoni si inseriscano indicazioni sulla pericolosità per la salute umana, come viene scritto sui pacchetti di sigarette. Analogamente si raccomandi di tenere gli smartphone lontani dal corpo quando non siano in uso, cosa che è indispensabile per i portatori di pacemaker e analoghi dispositivi impiantati. Meglio non tenerli in tasca per le possibili interferenze con la fertilità maschile. Problema – segnalano i neuropsichiatri – è la dipendenza (smartphone addiction) l’ uso eccessivo causa di isolamento e di – dicono gli ortopedici – cattiva postura che incide sulla colonna vertebrale e favorente la scoliosi. Timori non infondati sorgono, ora, riguardo ai i telefoni 5G di cui è urgente dibattere.

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